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In Onda, Mieli fulmina Schlein: "Se fate la sceneggiata...". Cosa risponde

La segretaria del Pd, Elly Schlein, è l'ospite politica della trasmissione In Onda, condotta da Marianna Aprile e Luca Telese domenica 11 gennaio su La7. Accanto a lei Paolo Mieli, autore di un editoriale pubblicato sul Corriere della sera pesantissimo per la leadership della dem. Il giornalista invita Schlein a velocizzare i processi decisionali del centrosinistra per non farsi trovare impreparato alle prossime elezioni politiche. Il campo largo con deve fare "quella sceneggiata che si chiama Joe Biden-Kamala Harris, cioè che c'è un candidato che non si sa se è lui o non è lui, e viene cambiato all'ultimo momento". Insomma, se non trovano presto un nome certo "sprecano quella contendibilità che ho intravisto nel nervosismo di Giorgia Meloni" nella conferenza di fine anno, slittata al 2026.

 

E Schlein come riponde all'appunto? "Non abbiamo bisogno che ce lo dica Giorgia Meloni", la partita "è già aperta. Quello che ci dice il suo intervento è che sta finalmente riconoscendo che la tanto sbandierata stabilità di questo governo è data semplicemente dal fatto che alle scorse elezioni politiche il nostro campo si è presentato diviso, sbagliando", argomenta Schlein. "Oggi abbiamo finalmente, con fatica, messo insieme le nostre differenze e riunito una coalizione". Detto questo, la leader del Partito democratico risponde nel merito a Mieli: "Sono molto d'accordo, non dobbiamo sprecare questa contendibilità, ma non partiamo da zero, su questo lo voglio rassicurare. Quando io sono stata eletta segretaria non c'era più dialogo tra le forze del campo progressista, il Pd era il minimo storico nei sondaggi al 14%, oggi siamo al 24%, abbiamo una coalizione e non solo. In questi due anni si è votato in 13 regioni, le uniche due che si sono spostate sono l'Umbra e la Sardegna che abbiamo vinto noi", rivendica. Poi la promessa: "La voglio rassicurare sul fatto che sceglieremo insieme la modalità" di selezione di un candidato premier, "io ho sempre detto che o si fa l'accordo come la destra o facciamo delle primarie di coalizione". 

 

Mieli sul Corriere della sera ha rivolto contro Schlein la critica fatta dalla segretaria dem a  Meloni, ossia che l'Italia dovrebbe guardare alla Spagna e a Pedreo Sanchez. Il giornalista e storico auspica "Un leader a sinistra (adesso)", il titolo del fondo. Insomma, il campo largo deve trovate un candidato premier che evidentemente non può essere Schlein o Giuseppe Conte.  "Ma adesso — dopo tre anni e tre mesi trascorsi all’opposizione — quel refrain, «prima i programmi, poi le persone», suona imbarazzante e dilatorio. Una leader il centro sinistra ce l’ha ed è Schlein eletta a ridosso della sconfitta del 2022. Dopodiché le «personalità» della sinistra — tutti o quasi: compagni di partito, candidati venuti dal nulla, alleati, scrittori, cantanti, artisti vari — hanno passato l’intero autunno a sussurrare qualche parolina da cui traspariva che alla segretaria mancava quello che Silvio Berlusconi (riferendosi ad Angelino Alfano) definì un quid. Che avrebbe dovuto essere diversa da quel che è stata", scrive Mieli. Elly "vuole la sinistra che si faccia alla maniera di Sánchez? Benissimo, trovi il suo Sánchez e gli dia la possibilità di correre fin da ora alla conquista del nostro Palacio de la Moncloa", è la stoccata.