Dritto e rovescio

Dritto e rovescio, Capezzone smaschera la sinistra sul Venezuela: “In lutto per un dittatore. Non dovrebbero tifare per la ‘liberazione’?”

Pina Sereni

“Possiamo fidarci di Trump o ci sta portando verso il baratro di una guerra continua?”. È questa la domanda con cui Paolo Del Debbio, conduttore di Dritto e rovescio, talk show di Rete4, passa la parola a Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo, che fornisce la sua analisi: “Ho ripensato a questi 6-7 giorni di speciali televisivi in cui un dittatore cadeva, un orribile dittatore comunista cadeva, e gli esperti in studio erano tutti a lutto, funerei. Oddio, oddio, che succederà signora mia. I comunisti in studio erano a lutto pure loro disperati. Poi ogni tanto c'era un collegamento con i venezuelani, sia lì che in giro per il mondo, e quelli festeggiavano, le persone normali festeggiano la caduta dei tiranni, non si fanno illusioni sul fatto che il mondo sia necessariamente una meraviglia da domani mattina, ma si apre un'opportunità, è come un 25 aprile. Lo dico ai compagni che festeggiano ogni anno, anche faziosamente, il 25 aprile, dovrebbero essere felici se un altro popolo ha un possibile 25 aprile. Invece loro stanno a lutto, quindi la prima notizia è questa, c'è un istinto, le persone che amano la libertà quando un dittatore cade sono sorridenti, perché un'opportunità si apre, i comunisti e i faziosi stanno sistematicamente a lutto”

 

 

“Hanno accusato per mesi Donald Trump a volte a torto, qualche volta a ragione - prosegue Capezzone dopo aver smascherato il dolore della sinistra per Nicolas Maduro - di essere oscillante, di essere troppo benevolo verso Vladimir Putin, di essere troppo benevolo verso la Cina. Stavolta che Trump butta giù un dittatore comunista, e dà un segnale di forza pesante contro la Cina e contro la Russia, lo si critica lo stesso. Allora ragazzi, non vi va bene Trump se fa una cosa, non vi va bene Trump se fa un'altra cosa, applaudivate Biden e dicevate che era lucidissimo anche quando vagava per i prati, salutava amici inesistenti, con Giorgia Meloni che doveva pietosamente riacchiapparlo perché quello se ne andava chissà dove. E i nostri di sinistra dicevano com'è lucido Joe Biden… Francamente è un po' troppo. Io ho la sensazione che alcuni detestino l'Occidente, vogliano l'Occidente sempre in ritirata e in retroguardia”. “Se preferiscono Caracas e Teheran perché non ci vanno i compagni anziché ammorbarci qui tutte le sere?”, la domanda provocatoria di Capezzone.