la prof "pacifista"

Donatella Di Cesare, bufera sul post per la brigatista Balzerani: "Addio compagna"

Christian Campigli

Una cattiva maestra. Che, evidentemente, riesce a sollevare polemiche e a creare tensioni anche dopo la sua dipartita terrena. Un attestato di stima verso chi ha ucciso pur di portare a termine il suo folle (e, fortunatamente, fallito) piano. Ieri sera Donatella Di Cesare, filosofo, editorialista e saggista italiana, professore ordinario di filosofia teoretica all'Università "La Sapienza" di Roma, ha pubblicato un tweet che lascia ben poco all'immaginazione. “La tua rivoluzione è stata anche la mia. Le vie diverse non cancellano le idee. Con malincuore un addio alla compagna Luna #barbarabalzerani”.

 

Un cinguettio accompagnata da una foto della terrorista delle Brigate Rosse che non è sfuggito al deputato di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli. “Ma davvero Donetella Di Cesare ha fatto questo post (poi cancellato per vigliaccheria) per ricordare la terrorista rossa che con le Br rapì Moro e senza mai pentirsi rivendicò l’omicidio di Lando Conti? Non sono queste le idee che non si cancellano da insegnare alla #Sapienza #BarbaraBalzerani #donatelladicesare”. Sia chiaro, non è da oggi che gli intellettuali (o presunti tali) del nostro Paese strizzano gli occhi a chi sognava, in Italia, una struttura di Stato e di governo a metà tra la Cina di Mao e l'Unione Sovietica di Stalin. Un connubio odioso, diventato, per altro, nel corso degli anni persino grottesco. Non va dimenticato che la Balzerani, oltre ad essersi macchiata le mani di sangue, non si è mai pentita. Il 16 marzo 2018 fu ospite d'onore del Cpa, il centro sociale più grande di Firenze, occupato abusivamente, nell'indifferenza del Partito Democratico (che, da sempre, governa il capoluogo toscano), da oltre venti anni. In quell'occasione, l'ex dirigente della colonna romana, presentando un suo libro, ebbe parole di disprezzo per la figlia di Aldo Moro.

 

“C’è una figura, la vittima, che è diventata un mestiere, questa figura stramba, per cui la vittima ha il monopolio della parola”. Alcuni giorni più tardi, Palazzo Vecchio votò una mozione, a larga maggioranza, presentata dal centrodestra, nella quale si invita il sindaco a intraprendere le azioni necessarie per recuperare l’immobile occupato. E procedere allo sgombero. Un atto di indirizzo che il primo cittadino, Dario Nardella, non ha mai portato avanti. “È stato un individuo orrendo, ha sempre avuto un odio verso tutti e verso tutto – ha ricordato Lorenzo Conti, figlio dell'ex sindaco gigliato Lando, trucidato proprio dalla Balzerani il 10 febbraio del 1986 - Non è mai stata punita dalla giustizia italiana, era tornata libera e questo non è accettabile”.