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Vittorio Feltri, gli egiziani di Catania e il silenzio di chi urlava al "patriarcato"

Dal delitto di Giulia Cecchettin che ha aperto il dibattito sul patriarcato alla violenza di Catania su una ragazzina di 13 anni da parte di sette giovani egiziani. Dove alberga la cultura della violenza di genere? Nella sua Stanza su Il Giornale il direttore editoriale Vittorio Feltri risponde alla domanda di una lettrice che chiede se "stiamo compiendo un grosso errore: ad avere in odio le donne non sono i nostri uomini italiani ma sono gli uomini che importiamo in massa dall'Africa". Ebbene, Feltri si dice "pienamente d'accordo" dal momento che "non credo che in Italia sia vigente il patriarcato o che sia dominante la cultura dello stupro, della violenza, della sopraffazione della donna. Questo è quello di cui intende convincerci una ideologia progressista che solo fintamente è femminista e che di fatto è a favore della cancellazione dei generi per produrre una società piatta, spersonalizzata, omogeneizzata, senza differenze".

 

Insomma, la sinistra invoca "una società gender," in cui le persone "non sono né uomini né donne, né maschi né femmine, non hanno preferenze sessuali". Si tratta di una operazione culturale che punta alla "criminalizzazione del genere maschile, di nazionalità italiana, o comunque bianco". Si  visto chiaramente negli ultimi mesi con Filippo Turetta: le responsabilità di uno diventano la colpa del "genere". 

Ma il "patriarcato" non è una prerogativa italiana, ma domina molti Paesi africani dove "la cultura della sottomissione della donna non viene neppure messa in discussione, anzi è reputata sacra". Spose bambine, lapidazioni, chi più ne ha più ne metta. "Questi costumi sono incisi nella mentalità di chi arriva qui e qui crede di potere comportarsi come se fosse ancora in Africa o in Asia", afferma Feltri.

 

Sulla drammatica violenza di Catania, consumata in pieno centro, il direttore si chiede se "qualcuno di coloro che fino a ieri urlavano contro il patriarcato, contro l'educazione maschilista impressa dalle famiglie italiane, contro l'uomo bianco, pronuncerà una parola in merito a questo stupro di gruppo condannando questi extracomunitari che pure abbiamo accolto?". La domanda è retorica, perché non è avvenuto e non avverrà. Ma "se questi giovanotti fossero stati italiani, per settimane avremmo letto sui giornali commenti e seguito dibattiti televisivi sulla destra maschilista che sta rovinando il Paese". Insomma, la colpa sarebbe di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il vero problema, conclude, è trovare il modo per gestire i flussi migratori.