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Marc Innaro via dalla sede di Mosca. Terremoto Rai, dove lo mandano dopo le accuse di putinismo

Mosca addio. Lo storico corrispondente Rai dalla capitale russa Marc Innaro sarà trasferito nei prossimi giorni al Cairo. Un ritorno per il giornalista del Tg1 che nella sede egiziana aveva prestato servizio dal 2004 al 2014 prima del trasferimento in Russia. Una scelta, quella di viale Mazzini, destinata a sollevare polemiche visto che guerra continua a insanguinare l'Europa. Ma non solo per questo. Infatti Innaro all'inizio del conflitto e non solo era stato accusato da più parti di essere la voce del Cremlino, una sorta di passa-veline di Vladimir Putin nel servizio pubblico.

 

Alla base degli attacchi "qualche sua osservazione sull'origine della guerra e per aver fatto notare che negli ultimi 30 anni 'a essersi allargata a Est non è stata la Russia ma la Nato' e su questo 'gli Usa e l'Europa qualche considerazione avrebbero dovuto farla'", ricostruisce il Fatto che ricorda le accuse di filoputinismo specialmente da parte del Pd, che avevano spinto Monica Maggioni a non utilizzarlo più al Tg1.  Innaro in questi mesi si è comunque visto su Tg2, Tg3, Rainews e Giornale Radio.

 

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Il trasferimento, di cui si parla da circa un mese, arriverà tra qualche settimana e ha trovato il consenso, non si sa quanto entusiasta, del giornalista. Lo spostamento dalla Russia all'Egitto va comunque inquadrato in una rimodulazione generale delle corrispondenze dell'informazione del servizio pubblico con i corrispondenti esteri che dipendono direttamente dall'amministratore delegato, Carlo Fuortes. E chi arriva al suo posto? Le indiscrezioni indicono l'inviato del Tg1 Alessandro Cassieri, anche lui bollato come filo-russo dal controverso dossier sulla propaganda di Mosca presentato alla camera dal dem Andrea Romano proprio come "Marc il rosso". Al Fatto, Innaro ha rilasciato una battuta: "Sono qui da 8 anni, non bisogna restare abbarbicati alla poltrona".