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Otto e mezzo, Massimo Cacciari e la previsione catastrofica per l'Ucraina: "Se chiedono indietro la Crimea c'è solo la guerra"

Giada Oricchio

“L’Ucraina si può dimenticare la Crimea”. Il filosofo Massimo Cacciari, in collegamento con "Otto e Mezzo", il talk politico di LA7, venerdì 13 maggio, è tornato sulle dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron che aveva spiegato: “Nei negoziati, Putin non va umiliato”. “Il ragionamento è semplice - ha spiegato Cacciari - se due parti in conflitto si confrontano su obiettivi e materie incompatibili, dal punto di vista politico c’è solo la guerra. Se l’Ucraina chiede indietro la Crimea, è inesorabile che la guerra continui finché una delle due parti perderà sul campo. Con la guerra si prova a prendere quello che si vuole. Se le due parti o chi per loro intendono porre condizioni non trattabili c’è solo il conflitto. Se gli obiettivi sono ritenuti da ciascuno sacri e intoccabili, si corre il rischio di una guerra tra Russia e America”.

Cacciari ha ricordato che la Crimea è stata “gentilmente” donata da Kruscev nel 1954 all’Ucraina quando ancora faceva parte dell’Unione sovietica e ha sottolineato: “Si  può trattare sul Donbass, ma non si può ragionare sulla Crimea, qui non c’è la più remota di parlarne. Non esiste che la Russia si ritiri dalla Crimea e gli ucraini lo sanno benissimo”. Una reminescenza storica che la vicepremier ucraina, Iryna Vereshchuk, non ha gradito: “In realtà la storia è molto più profonda. E non sta a Putin derubarci di una parte del Paese sovrano e indipendente.  Donbass e Crimea sono stati occupati e annessi. Possiamo essere d’accordo con questa politica di un Paese nucleare? Ieri è stata la Georgia, oggi l’Ucraina e domani magari altri stati dell’UE. Putin non si fermerà se non con la forza”.