il commento

La scossa di Giorgia e la passione erotica della sinistra per le tasse

Daniele Capezzone

Era la scossa che ci voleva. L’annuncio di Giorgia Meloni sull’abolizione (per molti, non ancora per tutti) del bollo auto e moto — operazione condivisa da Salvini, Tajani e Giorgetti — non è solo giusto. Era quello che aspettavamo da anni, mentre i soliti noti ci spiegavano che «non si può fare» e che «i conti non tornano». Intanto abolire una tassa è sempre una buona cosa, per qualunque ragione e in qualsiasi circostanza, come avrebbe spiegato Milton Friedman senza bisogno di PowerPoint e di task force. 
Ma in questo caso serve anche a cambiare il clima.
Li avete letti i titoli rosiconi sui giornali sinistri di ieri? Li avete visti i musi lunghi in tv? Gli sono tornati gli incubi dei tempi del Cav, quando Berlusconi li spiazzava e li faceva impazzire di rabbia e di livore. Meloni ha su di loro lo stesso effetto. Mascelle serrate, colorito improvvisamente pallido anche dopo due mesi di vacanza. La Gruber già tesa, Formigli a disagio, quelli del Pd come anime in pena che cercano un comunicato da copiare, una scusa da impapocchiare, uno specchio su cui arrampicarsi. Qualcuno ha persino tirato fuori il «ma i poveri?», dimenticando che il bollo lo pagano tutti, anche chi ha una Panda del 2008.
La cosa più importante, però, non sta solo in questo cambiamento di temperatura. Quando il governo detta l’agenda, sono finalmente gli altri che devono inseguire con i loro patetici «non si può fare», «è populismo», «manca la copertura». 
L’aspetto più rilevante è che si parla di una cosa compresa e sentita importante dal cento per cento dei cittadini. Un acuto analista della comunicazione come Patrick Facciolo parla di temi «ad alta immaginabilità». In altre parole: tutti sanno cos’è il bollo auto e cosa significa toglierlo. Nessuno, invece, sa cosa siano le discriminazioni intersezionali di cui parla ogni giorno Elly Schlein, né ha voglia di scoprirlo.
Siamo finalmente sulla strada giusta. Un anno così e ci sarà un nuovo record: non solo chances concrete di due legislature consecutive di centrodestra al governo, ma soprattutto dieci anni di centrosinistra all’opposizione, a commentare i titoli altrui. 
Ps
Non manca il magistrato che scrive uno strano e incomprensibile tweet che sembra al sapore di sospetto, né una torma di piddini e grillini che frignano inconsolabili. Un consiglio per i parlamentari di sinistra: se la misura li fa star male votino contro. E lo dicano: «Più bollo auto per tutti». Fateci sognare, compagni! Lo sappiamo: le tasse sono la vostra passione erotica.