l'editoriale di capezzone
Il complotto mondiale Thiel-Capezzone-Esperia secondo Sigfrido
Signore e signori, Ranucci l’ha rifatto. Anzi, diciamolo in inglese, così entriamo subito in un’atmosfera da complotto globale: Sigfrido did it again.
Non era bastato l’antipasto della scorsa settimana alla Festa di Avs. L’altra sera lo stesso numero teatrale è andato in scena alla Festa del Fatto, davanti ai colleghi Ilaria Proietti e Luca Sommi, che sembravano a loro volta (va a loro onore) vagamente stupiti per ciò che dovevano sentire.
Devo la segnalazione a un efficace tweet di Luciano Capone del Foglio,che mi ha consentito di recuperare la performance ranucciana, ormai oltre la leggenda.
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— IL TEMPO (@tempoweb) September 15, 2026
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Dunque, Sigfrido ha cominciato una filippica perché, al momento dell’acquisto di un’automobile, gli è stata chiesta la tessera sanitaria. E ha chiamato in causa nientemeno che Peter Thiel, il capo di Palantir, uno dei protagonisti mondiali del big tech.
Ma intanto, se Ranucci ha un amico (non Lavitola, in questo caso), qualcuno farebbe bene a spiegare all’inchiestista Rai chela tessera sanitaria reca l’indicazione del nostro codice fiscale, informazione richiesta non da Thiel, non da Musk, non da Zuckerberg, ma dal Pubblico Registro Automobilistico. E - diciamo così - potremmo chiuderla qui.
E invece no, perché ormai Sigfrido è partito, e non lo ferma più nessuno. Mette in unfrullatore la democrazia della sorveglianza, poi il citato Thiel, l’11 settembre, una spruzzata di Tolkien, la segretezza dei dati, la polizia Ice di Trump, Bin Laden, Gaza, gli omicidi mirati in Libano e in Iran.
Amici lettori, non fatevi venire il mal di testa.
Lui stesso si domanda: «Ma che ci deve fare Peter Thiel con la tessera sanitaria di Sigfrido Ranucci?». Direte voi: allora forse pure lui si è reso conto delle sesquipedali sciocchezze che sta inanellando?
E invece no, ecco la «bomba». Riprende Sigfrido, con camicia bianca sbottonata fino all’inguine: «Il problema è che questo signore (ndr: cioè Thiel), quando viene a Roma, incontra Pietro Dettori, Welcome to favelas, e ci partecipa Capezzone...». Aspettate: non finisce qui, perché poi si passa all’azienda Rheinmetall («che produsse armi per il nazismo»). Gran finale: «Ma poi da Palantir esce un documento che va collocato nell’ambito del nuovo nazismo, e credo che questo la gente lo debba sapere».
Trovate il video ovunque su X e anche sui canali social de Il Tempo. Non è una beffa perversa dell’intelligenza artificiale. Non è una sequenza montata da noi per sbeffeggiare l’ex conduttore di Report. È tutto tragicamente vero.
Sigfrido ritiene che ci sia una specie di macchinazione mondiale ordita da Peter Thiel, con la collaborazione italiana del qui presente perfido Capezzone e dai ragazzi di Esperia.
Insomma il big tech mondiale ha deciso di attaccare Report, immagino consultandosi tiro a indovinare- con Trump, Netanyahu, la Cia, il Mossad, più Diabolik, Batman e il leone della Metro Goldwyn Mayer.
Ora, delle due l’una. O l’uomo è confuso, è turbato, è choccato, e allora potremmo anche perdonarlo. Oppure (e qui l’affare si fa più serio) ci sta raccontando come costruiva le puntate di Report. Sipario.
Ps In tutto ciò Sigfrido continua a omettere un «dettaglio»: il bombarolo è il suo amico Lavitola, l’uomo che sgusciava le vongole per lui e molti altri. Grande Ranucci: svela i complottoni galattici, non vede i petardi dell’amico del cuore. Spettacolo.