l’editoriale di Capezzone
Capezzone: compagni, una Svezia non fa primavera. In Europa siete maggioranza quasi solo nello studio tv di Lilli Gruber
Compagni, vi immagino già: insonni, occhiaie da congresso PCI, a decifrare i risultati della Bassa Sassonia e quelli della Svezia. Ormai la geografia elettorale europea vi ossessiona come i vostri papà e i vostri nonni — pure loro imbevuti di antiamericanismo e ostilità all’Occidente — compulsavano le cartine del Vietnam. Stavolta vi attaccate a Stoccolma, ma una Svezia non fa primavera. Perché, eccezioni a parte, stavolta il Vietnam, politicamente parlando, è tutto vostro. Può accadere che una formazione di destra vinca o perda un’elezione, oppure che cresca più o meno del previsto, o - probabilissimo - che alla prima prova di governo restituisca delusioni ai suoi elettori. Può anche succedere che alcuni leader alternativi alla sinistra incarnino una prospettiva innovativa e che invece altri adottino un lessico regressivo, quasi reazionario. Un osservatore onesto deve registrare ogni variante. Ma in mezzo a questo mare di dubbi c’è una sola certezza: voi, la sinistra tradizionale, avete stufato.
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Gli elettori, soprattutto quelli dei ceti medi e medio-bassi, non vi vogliono più vedere né sentire. Li avete ammorbati con il politicamente corretto. Li avete offesi, chiamandoli «ignoranti, rozzi, incolti». Gli avete raccontato che l’immigrazione fuori controllo era solo «percezione». Gli avete prospettato le meraviglie del Green Deal. E quelli adesso, con il salario compresso verso il basso, le stazioni ferroviarie trasformate in suk, e in mezzo a un cimitero di fabbriche chiuse, vi hanno solennemente mandato a quel paese. Il popolo si vendica. E per vendicarsi usa l’arma elettorale che trova.
Qui in Italia ha avuto a disposizione lo sbocco costruttivo del governo Meloni: pro Occidente, razionale sui dossier decisivi, equilibrato. Altrove trova risposte più dure. Ma di certo non vuole voi. Servono a poco i vostri anatemi, le vostre scomuniche, i vostri sommi sacerdoti che si strappano i capelli. Anzi, fanno un po’ ridere. In giro per l’Europa, a occhio e croce, siete destinati a rimanere salda maggioranza solo nello studio televisivo di Lilli Gruber, che torna stasera. Tutto pronto, doppio schema classico targato La7: o parlate solo voi, una specie di seduta di autocoscienza - un rosso, un rosso antico, un rosé, un fucsia - oppure, per rallegrare la serata, chiamate un destro da mettere in mezzo e picchiare. Tipo schiaffo del soldato. Che stile, voi «democratici».