l’editoriale di Capezzone

Capezzone: Sigfrido come il finale di Scarface (ma Ranucci non è Al Pacino…)

Daniele Capezzone

Caro Sigfrido Ranucci, esci dal tuo b-movie, da questo filmaccio di cui sei regista, sceneggiatore e interprete. Ma veramente vuoi ammannirci un remake sgarrupato di Scarface? Quello era un capolavoro, il tuo è un polpettone indigeribile. Abbiamo il dovere di avvisarti: non sei Al Pacino. In compenso sembri una brutta copia del suo Tony Montana ormai stravolto dalla paranoia, solo, distruttivo e autodistruttivo, evidentemente e irreparabilmente disperato. Peggio. Sembri il tipo che ha fatto esplodere il set e adesso incolpa la troupe, l’elettricista e pure il catering. Ma che figura stai facendo? Un ex capo che schizza veleno contro due colleghi più giovani e contro il resto della redazione? Vorrei darti un consiglio, libero e gratuito. Può esserci tanta dignità e ammirevole decenza nell’ammettere di aver commesso errori, nel voltare pagina e nel prepararsi a scrivere un altro capitolo della propria vita. Pensaci. E invece no. Ti sei autorinchiuso nella prigione mentale di storie un po’ vere, un po’ verosimili, un po’ false, un po’ finte. Tu come un supereroe, e i potenti del mondo contro di te. Ma chi ci crede? Che favoletta è? A chi tocca oggi? Alla Cia, al Mossad, al nostro editore Angelucci, a Trump, a Netanyahu? Chi è che complotta contro Super-Sigfrido?

 

 

Ferma questo frullatore impazzito, ormai involontariamente comico. Un giorno ti senti Falcone, un altro vuoi cenare con Riina. È una recita che può solo farti male, divorarti, una specie di cerimonia-cannibale. Prenditi una pausa. Racconta tutto sui tuoi rapporti con Valter Lavitola. Accetta una delle proposte che la Rai - anche troppo generosamente - ti ha fatto, e cerca di farti apprezzare mostrando un altro volto possibile dite stesso. L’alternativa? Interpretare il ruolo della vittima a tempo pieno. Esibirti in posa plastica come aspirante martire in cerca di martirizzatore. Ma piano piano ti molleranno tutti, un giornale alla volta, un collega alla volta, un compagno alla volta. Resterai circondato più da sbadigli che da applausi. Cosa ti resterà a quel punto? Una scontatissima candidatura con Avs, con te ogni giorno un po’ più simile a Soumahoro, via via più intercambiabile con la Salis. È questo che cerchi? Dice il saggio: abbi paura dei tuoi desideri che potrebbero avverarsi.

 

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