L'EDITORIALE DI CAPEZZONE
Dis-okkupati. Spin Time, ma pagare un affitto o mettersi in graduatoria come tutti gli altri no? Intanto... afuera!
Basta, non se ne può più. Dopo un incendio che avrebbe potuto provocare una strage, nelle ultime ventiquattr’ore Il Tempo ha denunciato in tempo reale lo scandalo di pressioni indebite che per larga parte della giornata di ieri sono state esercitate ai danni di istituzioni e organismi tecnici per tentare di imporre il rientro nel palazzo abusivamente occupato da Spin Time delle 400 persone che a quel punto si trovavano in strada. Si è trattato di comportamenti gravissimi nella forma, perché puntavano a coartare e intimidire le istituzioni, e ancora più inaccettabili nella sostanza, perché esponevano nuovamente tutti a illegalità e pericoli fatali (tra allacci di fortuna, bombole di gas, impianti non a norma). Abbiamo dunque incoraggiato le istituzioni a fare il proprio dovere fino in fondo senza cedere a nessuno, meno che mai agli estremisti e a chi tuttora li difende. E abbiamo registrato con favore che chi doveva ha resistito, procedendo non solo all’evacuazione ma anche al sequestro, e quindi di fatto allo sgombero dell’immobile. Bravo ministro Piantedosi, bravo prefetto Giannini, bravo questore Massucci!
Non bisogna assolutamente tornare indietro. Va anche tenuto presente un danno economico che già esiste a carico dei cittadini: nei mesi scorsi una sentenza del Tribunale di Roma ha condannato il Ministero dell’Interno (dunque tutti noi) al pagamento di oltre 21 milioni di euro.
E allora ecco che ieri è stato sacrosanto procedere a una messa in sicurezza che impedisse il rientro degli abusivi. L’occasione di un pericolo concreto ha dunque consentito ciò che si sarebbe dovuto fare da tempo.
A sinistra alcuni hanno ovviamente strillato a vanvera. Ma il vero scandalo è stato tutto il tempo trascorso finora nell’illegalità, tredici lunghissimi anni, l’equivalente di un interminabile schiaffo in faccia alle persone perbene.
Già è insopportabile l’illegalità generale e diffusa: a Roma circa 10mila case pubbliche risultano occupate abusivamente, e 16mila persone stanno malinconicamente dietro in graduatoria, forse "colpevoli" di comportarsi bene e di non essere né prepotenti né violente.
Ma quando poi si aggiunge un elemento di sfregio politico, o di violenza praticata, la cosa diventa oscena. Spin Time è un caso incredibile, con una sistematica e inaccettabile illegalità che si trascina da 13 anni, più l’amorevole assistenza politica dei compagni della sinistra, che vanno lì a tenere dibattiti, eventi e perfino primarie.
Dopo di che, ogni volta che in Italia uno sgombero si profila anche solo lontanamente all’orizzonte (pensate al caso Askatasuna nei mesi scorsi), i compagni di ogni ordine e grado arrivano puntualissimi a piagnucolare che no, che non si può, che c’è una motivazione "sociale", che c’è una "fragilità". A seguire, in fila per sei col resto di due, parte la sfilata degli intellettuali, dei giornalisti, degli artisti, pure loro col cuore spezzato e il ciglio inumidito.
E noi? A noi, dopo tutta questa colata di lacrimoni e scuse, restano due sole domandine. La prima: cari compagni, ma pagare un affitto regolare sarebbe per caso una cosa "fascista"? Sporcherebbe il vostro curriculum?
La seconda: se c’è tutta questa commovente ondata di solidarietà, dagli onorevoli ai testimonial sparsi e spersi, perché i soldi per un affitto non li si chiedono a loro? Adesso, intanto, afuera!
Ps
Già sentiamo parlare a sinistra di «soluzioni condivise». Avvertiamo fin d’ora che gli occupanti abusivi non vanno premiati, non devono scavalcare i cittadini in graduatoria, e non devono vedersi "autorizzati" a nuove occupazioni. Il Tempo continuerà a vigilare.