i soliti comunisti

L'istinto dei compagni non cambia, sempre contro la polizia

Daniele Capezzone

Uno che se ne intendeva come Marco Pannella, per spiegare il comportamento di amici e avversari, ricorreva spesso alla categoria (solo apparentemente psicologica) del «riflesso politico». Insomma, i politici (e aggiungo io: i commentatori) sono guidati da un istinto: e l’istinto che scatta in alcune circostanze è altamente rivelatore di una cultura, di un atteggiamento, di un’attitudine più profonda.

C’è chi è guidato da un istinto liberale e chi invece da un istinto censorio, chi accetta il dissenso e chi invece è dominato da un riflesso intollerante, e così via. È un po’ come la proverbiale «prima risposta» ai quiz del compianto Mike Bongiorno: era quella che valeva, non la risposta successiva.

 

 

Ecco, l’altra sera, sui fatti di Bologna, ancora una volta, la sinistra politica e quella editoriale hanno rivelato il loro istinto profondo: senza sapere nulla, senza ancora conoscere i dettagli della dinamica dei fatti, i compagni si sono subito scagliati contro la polizia.

Attenzione: tutto ciò che si sapeva in quel momento andava a favore delle forze dell’ordine. Si sapeva (all’inizio) che l’immigrato aveva dato in escandescenze, e (alla fine) che la polizia aveva fornito con trasparenza alla magistratura le immagini registrate dagli agenti con la loro bodycam.

Restava e resta ovviamente da accertare con scrupolo tutto ciò che può essere accaduto nel frattempo, o almeno, come facciamo qui, si tratta di attendere in modo serio gli elementi che emergeranno dalle indagini. In ogni caso, un minimo di spirito civico e di prudenza avrebbero suggerito di non sparare a palle incatenate contro gli agenti, cosa che invece è immediatamente accaduta.

Come nel gioco della morra, ricordate? Carta batte sasso, sasso batte forbice, forbice batte carta. Allo stesso modo, invariabilmente, nella morra della sinistra, immigrato batte poliziotto. E allora ecco le evocazioni di George Floyd, ecco la polizia italiana paragonata a Ice, ecco il sindaco di Bologna convocare manifestazioni (lui, quello con i precedenti che Il Tempo vi ricorda oggi).

 

Lo diciamo con chiarezza: tutto questo è pericoloso. E fa accapponare la pelle l’idea che un tipo del genere, magari con Ilaria Salis e altri soggetti della stessa risma, possa entrare a far parte di un futuro Consiglio dei ministri, avendo voce in capitolo nella gestione della sicurezza.

Semmai, come Il Tempo scrive non da ieri, occorre incrementare e rafforzare la dotazione di armi (anche non letali) per i nostri agenti: spray più potenti e manganelli come quelli usati dai Carabinieri, per accrescere la portata dissuasiva della loro azione. Ma queste cose a sinistra non vogliono nemmeno sentirle.

Non solo. Quando invece c’è di mezzo (in quanto sospettato di qualcosa) un immigrato, scatta subito l’argomento del presunto disagio sociale o psichico. Ma per gli altri, se cittadini italiani o addirittura (sfortunatamente) cittadini italiani in divisa, non c’è altro se non la gogna.

Ps Oggi Il Tempo apre raccontandovi una maxi operazione anti-maranza. Complimenti di cuore a Giorgia Meloni, al ministro Matteo Piantedosi, al capo della Polizia Vittorio Pisani. A loro diciamo, non ritualmente, «cento di questi giorni».