a parti invertite
Immagina
Game, set, match, si direbbe a Wimbledon. Oggi Il Tempo vi propone un’autentica svolta nell’inchiesta sulle mascherine. Ma perfino a prescindere da questa novità clamorosa, immagina, caro lettore, una serie di situazioni a parti invertite.
1. Immagina se ad essere accusato di un mega acquisto di mascherine cinesi farlocche fosse stato un premier di centrodestra, e se costui (o costei) avesse evitato controlli di Corte dei Conti e Anticorruzione.
2. Immagina se al centro delle operazioni di acquisto ci fosse stato un commissario straordinario o un supermanager nominato dal centrodestra.
3. Immagina se di recente, alla vigilia dell’audizione di entrambi, quell’ex premier e quell’ex commissario di centrodestra si fossero incontrati a casa di uno dei due, consentendo per lo meno di ipotizzare (magari non sarà successo) che i due possano aver eventualmente concordato le versioni.
Maxi profitto. Esclusivo: svolta nell'oscura storia delle mascherine cinesi
— IL TEMPO (@tempoweb) July 9, 2026
Immigrazione, la linea dura del centrodestra
Lazio,svendita totale
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4. Immagina se fosse stato sempre quel premier di centrodestra a volersi sottrarre per mesi a rispondere presso la Commissione parlamentare d’inchiesta, e se poi – com’è accaduto l’altro ieri – avesse tentato un blitz per bloccare l’indagine efar saltare il banco.
5. Immagina, cambiando Commissione (spostandoci in Antimafia), se fosse stato un parlamentare di centrodestra, e non il grillino Scarpinato, ad aver fatto più di trenta telefonate con un ex collega magistrato per preparare l’audizione di quest’ultimo, e immagina ancora se in quelle conversazioni fosse stato l’interlocutore di un senatore di centrodestra a pronunciare parole irriguardose verso la famiglia di Paolo Borsellino.
6. Immagina, sempre in Antimafia, se fosse stato un parlamentare di centrodestra, e non il grillino Cafiero de Raho, a sottrarsi all’audizione con il solito meccanismo, essendo stato in passato il procuratore Antimafia sotto la cui guida potrebbe essere avvenuto un incredibile ed enorme caso di dossieraggio da parte di un sottufficiale della Finanza.
7. Immagina se fosse stato un giornalista dell’area di destra a subire un attentato e ad accusare – a vanvera – il governo e i giornali dell’altra parte, salvo poi constatare che il presunto mandante potrebbe invece essere stato un suo amico, forse (secondo alcune ipotesi) desideroso di consacrare l’immagine da eroe della vittima.
Ecco, amico lettore, immagina tutte queste e molte altre vicende. Cosa sarebbe successo?
Te lo dico io: otto puntate di Report, dirette tv a reti unificate (tipo Garlasco), giornali scatenati e fiammeggianti, parlamentari di sinistra appesi ai lampadari di Montecitorio e Palazzo Madama come Tarzan per urlare e protestare, più accuse lampeggianti di golpe fascista.
E invece stavolta? Shhh, gran silenzio, tranne Il Tempo e un pugno di giornali (non più di quattro in tutto, compresi noi). Che vergogna. Ricordiamocene, la prossima volta che sentiremo parlare di «regime» e di «libertà di informazione» in pericolo.