Come faceva Conte a non sapere? Intelligence e poteri emergenziali: tutto passava da lui
Chiamatelo già “lo smemorato di Volturara Appula”, e avrete buone chances di non sbagliare il pronostico. E infatti, portiamoci avanti con il lavoro, amici lettori, e proviamo a immaginare come si comporterà Giuseppe Conte quando sarà costretto a presentarsi in Commissione Covid, è stato trascinato dalla tenacia di Fratelli di Italia, dalla serietà dei Presidenti delle Camere e - diciamolo - anche dall’iniziativa de Il Tempo di rivolgere un appello all’onorevole Fontana e al senatore La Russa affinché sbloccassero l’impasse.
Il copione è già scritto, e per orientarsi è sufficiente tornare al 13 gennaio 2023, quando Conte, su tutt’altra materia, fu chiamato a testimoniare a Palermo al processo contro Matteo Salvini nel caso Open Arms. Ricordiamo bene che Salvini era incredibilmente imputato per sequestro di persona: e lo era in quanto ex Ministro dell’Interno di un governo presieduto da Giuseppe Conte. Lo stesso uomo, il grillino, che alzava cartelli in conferenza stampa per propagandare i "decreti Salvini", salvo poi, una volta passato all’alleanza giallorossa con il Pd, buttare a mare il leader leghista e sostenere la necessità di processarlo.
Ecco, quando Conte fu chiamato a testimoniare nell’aula di Palermo, che fece? Inanellò una imbarazzante serie di «non ricordo», «non rammento», «non ho memoria», «la mia memoria è limitata», in particolare quando fu interrogato dalla difesa di Salvini. Inevitabile il giorno dopo fu l’uscita di titoli come «Conte lo smemorato» o «Figuraccia».
A occhio anche stavolta andrà così, al netto di qualche scatto di nervi, di una simulazione di controffensiva, o di un atteggiamento baldanzoso. Ma la sostanza sarà quella di provare a sostenere che lui non sapeva, che non si occupava di forniture, che dava solo la linea politica e le strategie generali. E allora ci sarà da ridere almeno per sei ragioni.
Primo. Per trent’anni la sinistra italiana ha scagliato contro Silvio Berlusconi il mantra del «non poteva non sapere». Che faranno stavolta? Vireranno sul «Conte poteva non sapere»? Sarebbe letteralmente ridicolo.
Secondo. Conte aveva voluto e realizzato un accentramento di poteri senza precedenti. Accantonamento della Consip (cioè della naturale centrale di acquisti delle pubbliche amministrazioni) a favore della struttura commissariale di Arcuri; sottrazione dei controlli a Corte dei Conti e Autorità anticorruzione. Gestione anche e soprattutto della comunicazione. Vi pare possibile che su un punto così decisivo come le forniture non sapesse niente?
Terzo. Vi pare possibile che il Presidente del Consiglio non fosse stato informato del più colossale appalto nella storia della Repubblica, quello da 1 miliardo e 250 milioni? Quindi, si acquistano in Cina mascherine (non a norma), lo si fa pagandole quattro volte il prezzo di mercato, con mediazioni esorbitanti, e tutto questo non viene nemmeno vagamente portato alla conoscenza del governo?
Quarto. Il leader grillino tenne per sé per quasi tutta la durata dell’esecutivo Conte 2 la delega ai Servizi. Ed è impensabile che, su una materia tanto delicata e rilevante per la sicurezza nazionale, non fosse stato informato dalla nostra intelligence su eventuali (altro che eventuali: sicure) criticità.
Quinto. Il mantra dei grillini è sempre stato quello della trasparenza. Non è dunque immaginabile che una esigenza di questo genere non fosse avvertita da Conte come politicamente significativa.
Sesto. Conte, nei mesi successivi, sarebbe stato destinatario di interrogazioni parlamentari (rimaste senza risposta) volte a chiedere la trasparenza integrale sugli acquisti di dispositivi sanitari (mascherine, camici, respiratori) effettuati dall’Italia: da quali paesi, da quali società, a quali prezzi, con quali mediatori, con quali commissioni. Possibile che non si sia nemmeno accorto di queste domande che gli venivano rivolte?
Suvvia.
Per queste ragioni, la responsabilità politica di Giuseppe Conte è chiara, enorme, innegabile. Non basteranno maldestre arrampicate sugli specchi e spesse cortine fumogene per nascondere la realtà.