LA SVOLTA
Conte spalle al muro. La Russa e Fontana sbloccano l’impasse: convocata la Giunta per il Regolamento
No, non vince solo Il Tem-po, amici lettori. Insieme con noi vincono i Presidenti delle Camere La Russa e Fontana, tanti parlamentari coraggiosi, i capigruppo di Fdi Bignami e Malan, il senatore Gasparri, ovviamente i presidenti della Commissione Covid e di quella Antimafia Lisei e Colosimo, e tutti quelli che, in particolare nella giornata di ieri, hanno rilanciato il nostro appello. Quante volte capita a noi cittadini, capita nelle redazioni, capita anche tra i politici più generosi e combattivi, di sentirsi impotenti, di avere la sensazione di scalare una montagna. Letteralmente, una fatica di Sisifo: l'eroe mitico che un destino crudele aveva condannato a trascinare un masso enorme su per una strada in salita. Uno sforzo immane quanto inutile, perché a un certo punto il gran sasso ricadeva inevitabilmente giù.
E invece in quella fatica c'è il senso stesso della nostra esistenza, la dimensione di combattimento e insieme di ragionamento) che ci appartiene come persone e ci rende migliori.
Vale anche per un giornale. Ci sono due Commissioni parlamentari, la Antimafia e la Covid, che stanno lavorando benissimo: qui a Il Tempo abbiamo accompagnato, seguito e in qualche caso preceduto il loro buon lavoro. E tutto questo è avvenuto in mezzo a una censura quasi generale, con una tv avara e distante, con rare e meritorie eccezioni. In quelle Commissioni siedono tre parlamentari su cui incombono ineludibili doveri di trasparenza, ai quali però i tre onorevoli si sono finora sottratti, non facendo davvero una buona figura.
Il primo è Federico Cafiero de Raho, ex Procuratore nazionale Antimafia, l'uomo sotto la cui direzione di quella struttura avvenne un enorme dossieraggio ad opera di un sottufficiale della Guardia di Finanza. Perché Cafiero de Raho, divenuto deputato grillino, si è infilato in Antimafia con l'effetto di non essere interrogabile?
Ora sentirlo non servirebbe nemmen0 più, perché la presidente Colosimo ha già fatto votare un'eccellente relazione e ha chiuso il filone. Ma lui si è comunque sottratto. Il secondo è Roberto Scarpinato, gia pubblico ministero, accusato di aver effettuato ben trentatré telefonate con l'ex collega Gioacchino Natoli proprio per «apparecchiare» un'audizione in Antimafia. Il suo interlocutore, in quei colloqui, si è abbandonato a insulti contro i familiari di Borsellino e contro la presidente Colosimo, per non dire di numerose ambiguità sull'inchiesta mafia e appalti. Pure Scarpinato, ora senatore pentastellato, sta in Antimafia, e, attraverso questa gherminella procedurale, ha impedito alla Commissione di audirlo.
E il terzo è proprio lui, Giuseppe Conte, l'uomo delle mascherine e dei lockdown, che avrebbe tante cose da raccontare, dal maxiappalto da 1 miliardo e 251 milioni mascherine non a norma, niente controlli anticorruzione; prezzi tre o quattro volte
maggiori di quelli di mercato) fino alle gravi accuse di richieste indebite che alcuni imprenditori hanno sollevato contro suoi ex colleghi di studio legale. Pure lui, inserendosi nella Commissione Covid, ha cercato di blindarsi. Il nostro appello ha scardinato questo misero giochino. Dobbiamo ringraziare chi ieri lo ha raccolto e rilanciato, a partire dai capigruppo di Fdi Bignami e Malan. E poi i Presidenti delle Camere che hanno compiuto un gesto saggio e coraggioso: pur confermando la prassi secondo la quale in linea di principio una Commissione non possa sentire i propri membri, il senatore La Russa e l'onorevole Fontana si sono dichiarati disponibili a convocare la Giunta per il Regolamento per cercare una soluzione e sbloccare l'impasse.
meno che Conte e Scarpinato, a questo punto, con uno scatto di dignità, non decidano quello che già avrebbero dovuto fare da tempo: dimettersi (anche solo per n breve lasso di tempo) da quelle Com nissioni rendendosi finalmente audibil
Ma ora non possono più scappare, la loro fuga è finita. Per anni hanno parlato di trasparenza. Ora hanno l'onere di praticarla.