l’editoriale di Capezzone

Capezzone: Sinistra muta su Ravenna, ma Schlein straparla di patrimoniale. Fate sapere al Pd che ce ne sono già 12

Daniele Capezzone

Curioso, no? La sinistra parla e straparla di tutto. Ogni sera, nei tg e nei talk show amici, la comitiva Schlein-Conte-Bonelli-Fratoianni (con Magi in omaggio, come quando nelle televendite ti aggiungono un tostapane) parla di tutto, di ogni aspetto dello scibile umano. Ma sullo scandalo di Ravenna (e ora in tutta Italia: più di cento casi, decine di dottori coinvolti) sollevato da Il Tempo sono rimasti tutti muti. Non una sillaba, non un sospiro. Quindi, se ci sono dei medici accusati di aver certificato il falso e di aver consentito ad alcuni clandestini di tornare a delinquere, si sta zitti. Immaginiamo le cose a parti invertite, se cioè ci fosse stata una rete di «medici di destra» sospettati di aver sottovalutato o negato una patologia per costringere un immigrato all’ingresso in una struttura di detenzione. Da sinistra avrebbero (giustamente) urlato come ossessi. Stavolta invece meglio sparire per un intero weekend.

 

 

In compenso, Elly ha parlato d’altro, e il suo ultimo colpo di genio è la patrimoniale per rilanciare l’economia. Un po’ come dire: «Più vampiri per la donazione di sangue», oppure «Più dolci e più zucchero per i diabetici», o ancora «quaranta sigarette al giorno contro il cancro ai polmoni». Le cose più tragicomiche nella proposta della leader Pd sono due. La prima: proprio un episodio recente della storia italiana (2011) dovrebbe farci capire quale sia la strada da non seguire in materia di patrimoniali (in quel caso fu una patrimoniale immobiliare). Quando nel 2011 Mario Monti e il suo loden arrivarono a Palazzo Chigi, davanti alla missione di trovare subito denaro fresco, i tecnici commisero lo sproposito, avallato da un Parlamento che disse sì senza fiatare, di decidere una stangata fiscale senza precedenti, portando la tassazione immobiliare da 9 a 25 miliardi. Fu una botta terrificante. Da allora, di tutto quel mega-aggravio fiscale, sono stati tolti solo 4 miliardi (quelli dell’Imu prima casa: e, come si sa, neanche su tutte le prime abitazioni). Ma è rimasto tutto il resto: le seconde case sono aggredite da aliquote altissime. Ogni anno i proprietari di case, negozi, uffici, capannoni, subiscono quindi un prelievo di oltre 21 miliardi, che in una quindicina d’anni ha drenato più di 300 miliardi di liquidità agli italiani, tagliando di un quarto il valore del patrimonio immobiliare del paese. Da questo punto di vista, il paradosso è che si discuta di patrimoniali eventuali e future, per meglio nascondere la devastante patrimoniale che già esiste.

 

 

Ma veniamo alla seconda bizzarria della proposta Schlein. In Italia (purtroppo) non solo c’è solo la patrimoniale immobiliare, come abbiamo appena visto. Ma di patrimoniali, secondo il mio calcolo, ce ne sono almeno altre undici, e quindi in totale si arriva a dodici. Eccole qua: bollo auto; canone radio-tv; diritti catastali; imposta di bollo; imposta di registro e sostitutiva; imposta ipotecaria; imposta sul patrimonio netto delle imprese; imposta su imbarcazioni e aeromobili; imposta su transazioni finanziarie; imposta su successioni e donazioni; imposta sui depositi bancari. Che altro vuole il Pd? La donazione di sangue obbligatoria? O peggio, se siete ricchi (per i compagni è di per sé una colpa), l’esproprio proletario? Immaginate che farebbero al governo...