L'editoriale

Duro risveglio per i sonnambuli. Le parole del terrorista mandano in fumo balle e narrazione di comodo

Daniele Capezzone

Prova scritta e prova orale. Ecco lo scritto: «Bastardi cristiani di merda. Voi e il vostro Gesù Cristo in croce... Lo brucio». È una vecchia mail di Salim El Koudri, lo stragista di Modena. Prova orale: «Ho preso un coltello da cucina, sapevo che quel giorno morivo». Serve altro per capire Comprendete bene che l’emersione di questi testi fa a pezzi molto piccoli la narrazione mediatica costruita (da altri, non da questo giornale) per quarantott’ore abbondanti. E adesso sarà duro il risveglio per molti sonnambuli: anche per chi si affretterà a credere (ce lo comunica il suo legale) che El Koudri non è credente né praticante, non ha partecipato al Ramadan, e in carcere vuole leggere la Bibbia. Ma certo, facciamoci anche prendere in giro.
Scegliete voi, tornando allo stragista e alla sua mail, se si tratti dell’atteggiamento ostile proprio di una persona radicalizzata o del rancore di fondo di un soggetto di seconda generazione non integrato. Ma, anche cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia. E non a caso, nel momento in cui il criminale ha scelto di colpire, lo ha fatto mutuando le modalità operative dei terroristi islamici. Che l’abbia fatto per disagio psichico o per altre ragioni, importa fino a un certo punto. Ciò che conta è che l’abbia fatto, e che l’abbia fatto così: in un modo che non sarebbe mai venuto in mente a un «depresso» cristiano, ebreo o buddista. Lo stesso tema delle eventuali patologie psichiatriche non va sollevato in termini contrapposti alle azioni terroristiche, rispetto alle quali si pone invece un tema di sovrapponibilità e complementarietà: non «disagio o terrorismo» ma «disagio e terrorismo».

La realtà, amici lettori, è che, peggiore dell’attentato, c’è stato solo il trattamento mediatico riservato ai fatti di Modena. Saggezza avrebbe suggerito di raccontare tutto (come abbiamo fatto qui), di non trascurare nessuna ipotesi, e soprattutto di consentire al lettore di avere la mente ben aperta su più scenari. E invece no: la preoccupazione della «redazione unica» (scritta e radiotelevisiva, con rarissime eccezioni) è stata subito quella di attutire, di de-islamizzare, di escludere perfino il tema della scarsa o nulla integrazione delle seconde generazioni. Naturalmente gli italiani non ci sono cascati, perché le persone normali, prive di pregiudizi ideologici, hanno subito compreso bene che le parole chiave della storia erano le due meno pronunciate: immigrazione e Islam. Quanti più islamici fai entrare, e quanti più ne porti in casa in una logica di immigrazione incontrollata, con relativo ricasco sulle seconde generazioni, tanto più sarai esposto a episodi come questo. I dettagli sono – appunto – dettagli, ma la sostanza è questa. Lo ripeto: perfino al di là del grado di radicalizzazione (o non radicalizzazione) di questo specifico criminale, quello è il suo orizzonte mentale e psicologico, e cioè un feroce rancore contro l’Occidente. «Se cammina come un'anatra, nuota come un'anatra e starnazza come un'anatra, allora probabilmente è un'anatra». Vale anche per criminali e terroristi.