il commento
Storace: se il 25 aprile soppianta Nostro Signore
Ormai torna un antico detto: non c’è più religione se l’antifascismo diventa più importante di nostro Signore. Sarà da vedere questo prossimo 25 aprile, in cui, secondo l’Anpi, dovrebbero essere messe al bando persino le Comunioni da impartire ai nostri ragazzi secondo i dettami di Santa Romana Chiesa. Chissà come si regoleranno quei poveri parroci che non pensavano di dover rendere conto all’associazione partigiani. Senza che nessuno chieda scusa loro. Sabato prossimo in Brianza si terranno alcune funzioni religiose come si svolgono ogni anno. In questo 2026 di grazia le date coincidono e i partigiani si sono alterati, la profanazione in pratica la subiscono loro. Se fate la Messa, poi non vengono alle celebrazioni. Ma che dolore...Il caos. Le polemiche.
La vicenda nasce in Brianza (zona Arcore–Lesmo): una parrocchia ha fissato le prime comunioni proprio il 25 aprile. E i liberatori non ci stanno. La sezione locale dell’Anpi ha protestato, definendo la scelta «inopportuna» perché rischierebbe di distogliere persone dalle celebrazioni civili della Liberazione. Il che dovrebbe invece farli riflettere sulla noia che la loro retorica provoca nei cittadini. L’Anpi ha fatto di più, richiamando il valore simbolico della data e il legame tra Resistenza e alcuni sacerdoti, sostenendo che ignorarlo sarebbe una mancanza di rispetto. Ma nel caso di specie sono proprio loro a subire un vuoto di memoria, «dimenticando» che nel 1945 il numero di sacerdoti uccisi dai partigiani si aggirò fra i 100 ed i 130. E va aggiunto che sarebbe sbagliato vivere questa vicenda come una riedizione di Peppone e don Camillo. Quei fortunati film con Fernandel e Gino Cervi risentivano comunque dei più vicini rumori di guerra. Oggi davvero non se ne avverte il bisogno, ma c’è solo un’arrogante pretesa di impedire alla Chiesa di svolgere la propria missione.
Sabato sapremo la fine di questa storia, per ora le posizioni sono rimaste bloccate. L’Anpi ha mantenuto la sua linea: le comunioni il 25 aprile sono «inopportune» perché possono ridurre la partecipazione alle celebrazioni civili e «mancare di rispetto» alla memoria storica. La parrocchia non ha inteso replicare pubblicamente e non ha voluto fare passi indietro. Attorno ci sono le prese di posizione della politica locale, con in testa il centrodestra a criticare con decisione l’Anpi, visto che le due cose possono convivere e accusando l’associazione di creare divisioni. Una frattura che l’associazione partigiani poteva tranquillamente evitare, senza alcuna forzatura. Risultato: le comunioni si faranno comunque e dell’Anpi resterà soltanto il ricordo di una pessima figura con le famiglie dei genitori dei ragazzi. La guerra delle parole continua anche se al resto d’Italia non pare interessare più di tanto.