l’editoriale di Capezzone

Capezzone: la caduta degli inquisitori

Daniele Capezzone

Ieri la Commissione Antimafia ha inchiodato alle sue responsabilità Federico Cafiero De Raho (un tempo Procuratore Antimafia, ora deputato grillino) per il «verminaio» dei dossieraggi. Sotto la sua gestione, qualcuno avrebbe realizzato duecentomila accessi abusivi a banche dati che dovevano essere riservatissime (tributarie, antiriciclaggio e dell’antimafia). Roba da Stasi, da ex Germania Est, se l’accusa fosse confermata. Il metodo utilizzato è stato quello della «pesca a strascico», e cioè raccogliere tutto il raccoglibile sulle vittime designate, magari (è da presumere) per innescare un’inchiesta giudiziaria, o per ricattarle, o per danneggiarle indirettamente. O comunque – ecco il punto – per tenere sotto tiro, per il presente e per il futuro, la classe dirigente di centrodestra, oggetto ossessivo di questa attività. Altro che i cinque o sei articoli pubblicati su un quotidiano («Domani») e derivanti – pare – da una minuscola parte di quelle informazioni. E tutto il resto? Si è trattato di un attacco alla nostra democrazia, che come tale va affrontato. Non solo punendo i responsabili, ma anche cercando i mandanti dell’operazione.

 

 

Immaginate cosa sarebbe accaduto se le vittime di questa operazione fossero stati i leader della sinistra, con il coinvolgimento di un quotidiano di destra, e con la «centrale» giudiziaria guidata da magistrati poi entrati in politica nelle file del centrodestra. Si parlerebbe già di una nuova P2, di un piano eversivo, di un avvelenamento della vita democratica nazionale. E invece stavolta si è cercato di fischiettare e distrarre gli italiani, fino al voto di ieri in Antimafia dopo l’eccellente e coraggiosa relazione della presidente Chiara Colosimo.

 

 

Periodaccio anche per Nicola Gratteri. Non passa giorno senza che numerosi magistrati (anche in ambito Dda) prendano seccamente e giustamente le distanze dalla sua linea. C’è una minoranza rumorosa? Si dia spazio anche alla maggioranza (finora) silenziata dei magistrati non pasdaran.