il corsivo di capezzone
Capezzone: perché non è democraticamente accettabile l’ipotesi Gabrielli a leader della sinistra
Il Tempo ha smosso le acque. Da quattro giorni, con retroscena documentatissimi e mai acrimoniosi, vi stiamo raccontando il lavorio di tessitori cattocomunisti (visibili e non) per lanciare Franco Gabrielli alla guida del centrosinistra. Lui stesso ormai non si nasconde più: il tenore della sua replica al ministro Guido Crosetto era politicissimo, nonostante le mani avanti. Ma c’è una sgrammaticatura di fondo. Ricorderete, in occasione dell’ultima elezione del Presidente della Repubblica, prima che si consolidasse l’ipotesi del bis di Sergio Mattarella, che per una notte fu quasi "Presidente in pectore" Elisabetta Belloni. Al di là delle qualità della persona e dei giudizi su di lei, da più parti – tuttavia – si osservò opportunamente che sarebbe stato impensabile portare al Quirinale una figura che aveva avuto massime responsabilità nella nostra intelligence. Ecco, se questo era vero (e lo era) rispetto all’assunzione di una funzione super partes, figuriamoci rispetto a una funzione di parte come quella di leader di uno dei due schieramenti politici.
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Candidare un ex capo della Polizia, un ex vertice Sisde e Aisi, poi un’ex autorità delegata ai Servizi, farebbe oggettivamente di ogni parola pronunciata da Franco Gabrielli un mix tra avvertimenti, notizie acquisite nelle sue precedenti funzioni, o messaggi obliqui. E questo perfino al di là delle intenzioni dell’interessato. Ecco perché sarà bene che i tessitori rinuncino alla loro tela.