l'editoriale di capezzone

E se gli agenti (speriamo di no) decidessero di sospendere il servizio di scorta ai magistrati?

Daniele Capezzone

E così, eccoci davanti all’ennesimo scandalo: un altro poliziotto indagato, addirittura per omicidio volontario. Quindi, ricapitoliamo: un agente sta eseguendo un controllo antidroga, intima correttamente l’alt e si identifica come poliziotto, ma lo spacciatore estrae l’arma e gliela punta contro.

Cos’avrebbe dovuto fare l’agente? Non poteva certo sapere che l’arma del nordafricano fosse a salve: in quel momento, per il poliziotto, l’alternativa era tra difendersi o potenzialmente rimanere lui a terra.

 

 

Poi si sarebbe scoperto che lo spacciatore aveva precedenti per aggressione contro le forze dell’ordine. Altra obiezione dei saputelli: l’agente - dicono avrebbe potuto sparare alle gambe. Ah sì? Al buio e da trenta metri? Tra l’altro l’addestramento prevede di mirare al torso proprio per evitare di mancare il bersaglio ed eventualmente colpire qualcun altro.

Inutile girarci intorno: è scandaloso che ora l’uomo in divisa sia sotto indagine. E non ci si parli di “atto dovuto”. Per valutare queste circostanze, non era indispensabile indagarlo, o comunque si poteva aprire un fascicolo senza indagati. E invece no.

 

E allora, amici lettori, è venuto il momento di porsi una domanda. Ma che succederebbe se i poliziotti e i carabinieri egli altri uomini in divisa (noi speriamo vivamente di no) dovessero sentirsi abbandonati, scoraggiati, o peggio ancora arrabbiati?

Il nostro non è certo un invito, anzi: semmai, auspichiamo che pazienza e rispetto rigoroso della legge prevalgano sempre.

Ma cosa accadrebbe se, tutti insieme, gli uomini in divisa, magari solo per una settimana, si astenessero dal servizio di scorta afavore dei magistrati? Magari qualche pm ci penserebbe un po’ la prossima volta, prima di far scattare in automatico l’indagine contro un poliziotto.

Lo ripeto una seconda volta a scanso di equivoci: il mio non è né un invito né una provocazione, ma un interrogativo doloroso sullo stato d’animo di chi tutti i giorni rischiala pelle peri cittadini italiani.

Gli uomini indivisa hanno scelto di servire lo Stato: ma lo Stato non può e non deve colpirli alla schiena. Pensiamoci bene.