editoriale
Macron disperato. Qui affettuosità giudiziarie ai facinorosi. Si premia lo sfascio?
Scoop de Il Tempo. Come leggete oggi grazie al nostro Francesco Capozza, Emmanuel Macron starebbe per rimediare – almeno per il momento – una clamorosa porta in faccia da Papa Leone, che sarebbe orientato a non riceverlo. Vedremo.
Periodaccio per l’inquilino dell’Eliseo, che fino a pochi mesi fa era descritto come un semidio dai macronisti italici. E invece il conto è arrivato tutto insieme, e pure salato: sondaggi ai minimi in Francia, governicchi traballanti e privi di maggioranza, schiaffi da Trump, e un’eredità politica tossica che Macron lascerà nel 2027.
Di più: ciò che avvelena l’animo del francese è il successo nazionale e internazionale di Giorgia Meloni. In tanti sognavano il film di una Meloni isolata, oggetto di cordone sanitario, e di un Macron centrale in Ue e nel mondo. Le cose stanno andando esattamente all’inverso: Meloni è uno dei tre-quattro leader globali più ascoltati e rispettati, mentre Macron è vicino a una condizione di quasi irrilevanza, aggravata e resa perfino patetica dalla sua incancellabile boria.
Intanto, qui da noi, ogni giorno le toghe ci regalano una novità negativa. Ricordate l’orrenda giornata di settembre a Milano, con la Stazione Centrale presa d’assedio e sfasciata da una combinazione di Pro Pal, estremisti di sinistra e maranza?
Ecco, l’altra sera il Tar della Lombardia ha sospeso per quattro ragazzi (in attesa della discussione nel merito) i Daspo che erano stati loro notificati: si trattava di una misura assai tenue, cioè di un divieto di avvicinamento ad alcuni luoghi, a partire da treni e stazione. E invece no: sospesa pure quella.
Del resto già qualche mese fa il Riesame aveva fatto saltare l’obbligo di permanenza in casa per due minori, sostituendolo con la prescrizione della «regolare frequenza scolastica». Una bella carezza: fate i bravi e andate a scuola. Peccato che quella carezza equivalga a uno schiaffo in faccia ai poliziotti che furono coinvolti nella guerriglia Pro Pal. La prossima volta si darà direttamente un premio ai facinorosi? C’è da rimanere allibiti. Anzi, c’è da arrabbiarsi.