l'editoriale
Due proposte-choc al governo sulla sicurezza
Il Tempo vuole affiancare, incoraggiare (e anche pungolare) il governo sul fronte della sicurezza. Ne abbiamo fatto il punto essenziale della nostra linea editoriale. Ricorderete che, al mio esordio qui, il 2 dicembre, titolammo in prima pagina «Operazione Salva-Termini», e i nostri fantastici cronisti organizzarono dieci giorni consecutivi di inchiesta: sulla stazione e su tutta l’area circostante, un quartiere Esquilino ormai devastato dall’immigrazione illegale e da un decennio di accoglienza insensata e slabbrata patrocinata dalla sinistra, i cui risultati sono sotto i nostri occhi.
Ieri Alessio Gallicola e Roberto Arditti hanno avanzato proposte puntuali ed efficaci. Ne aggiungerò due. La prima. Occorre una raffica di sgomberi. Il Ministero degli Interni ne ha organizzati moltissimi, ed è un gran merito di Matteo Piantedosi. Ora occorre procedere con i centri sociali (uno ogni dieci giorni), sul modello usato a Milano per il Leoncavallo e a Torino per Askatasuna.
Di più: occorre portare le telecamere, e far vedere ai cittadini cosa troveranno le forze dell’ordine, cosa restituiranno alla legalità e ai legittimi proprietari. Signor Ministro, faccia vedere a tutti il buon lavoro dei suoi uomini. Otterrà lei e otterranno loro il plauso e la gratitudine di tutti i cittadini perbene.
Si incazzerà qualcuno a sinistra? Tanto meglio: sarà la certificazione dell’ottimo lavoro svolto.
Seconda proposta. Occorre una sorta di operazione Caivano applicata alle cinque maggiori stazioni ferroviarie del Paese: Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli. Non le zone rosse, rivelatesi utili ma insufficienti. Ma un’azione (anche con il coinvolgimento dell’Esercito se necessario, e quindi in collaborazione con la Difesa) per bonificare i quartieri circostanti. Un repulisti memorabile.
La parola «percezione» non mi ha mai convinto (in negativo): quando cioè viene usata per descrivere il sentimento dei cittadini colpiti dal crimine. Invece, può e deve essere usata (in positivo) per far sentire alle persone una sicurezza nuova.