L'editoriale

Ma gli onesti tutti zitti? Devono smaltire spumante o vergogna?

Daniele Capezzone

Buon anno, amici lettori. Che sia un anno come ciascuno di noi lo desidera e soprattutto saprà meritarselo. Ciò detto, veniamo alle note dolenti che ci trasciniamo dalla fine del 2025. Dal primo minuto della nota faccenda del signor Hannoun e dei suoi cari (da oggi Il Tempo la chiamerà Propalopoli, proprio come Tangentopoli), questo giornale, che pure è stato magna pars - da mesi - della campagna di denuncia del caso, è rimasto doverosamente garantista. Noi non lo dimentichiamo mai: anche i peggiori (e Hannoun è pessimo) hanno diritto alla garanzie costituzionali. In termini di giudizio morale e politico, tutto quello che sappiamo ci basta e ci avanza per chiedere che quelli come lui siano impacchettati e rimandati al loro paese.

Ma giuridicamente sappiamo che a tutti, e quindi pure ad Hannoun, va garantito pieno diritto di difesa. Ma invece che fine hanno fatto i manettari, i giustizialisti, quelli per cui il sospetto era l’anticamera della verità? Hanno impiccato moralmente per anni qualunque piccolo ladro di galline, ma ora, anche davanti a sacchi di denaro contante, fanno i vaghi e fischiettano. Hannoun, letteralmente con le mani nel sacco, straparla di «beneficenza», e loro- sordi, ciechi e muti come le tre scimmiette - credono a tutto, si bevono (e vorrebbero farci bere) ogni parola. Siamo davanti a una spettacolare novità: il grillino o il paragrillino «garantista», il mozzaorecchi improvvisamente attento alla presunzione di innocenza, il talebano che diventa un cauto e prudente osservatore di un’inchiesta giudiziaria. Non una sillaba, non un sospiro, nemmeno un colpo di tosse. Che vergogna..."