La presidente Mariastella Giorlandino richiama l’attenzione sui segnali troppo spesso sottovalutati dello stalking e della violenza psicologica. Un appello alla responsabilità collettiva in vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Roma, 21 ottobre 2026 – Ascoltare una donna significa, prima di tutto, darle la possibilità di raccontare la propria paura senza sentirsi giudicata, sminuita o lasciata sola. Significa riconoscere una richiesta d’aiuto anche quando viene pronunciata sottovoce, quando si nasconde dietro un silenzio o quando la vergogna e il timore delle conseguenze impediscono di denunciare.
In occasione della Giornata dell’Ascolto del 21 ottobre, la Fondazione Artemisia ETS, presieduta dalla dottoressa Mariastella Giorlandino, rinnova il proprio impegno nella tutela delle donne vittime di stalking, violenza psicologica, minacce e comportamenti persecutori, richiamando l’attenzione sulla necessità di intervenire prima che le situazioni di pericolo possano degenerare.
«La violenza non comincia necessariamente con uno schiaffo. A volte inizia con una telefonata ossessiva, con il controllo del telefono, con una minaccia mascherata da gelosia, con la paura di uscire di casa o di interrompere una relazione. Ci sono donne che convivono per mesi, talvolta per anni, con una condizione di terrore silenzioso. Il nostro dovere è ascoltarle, crederle e aiutarle a ritrovare la propria libertà. Perché ascoltare una donna oggi può significare salvarle la vita domani», dichiara Mariastella Giorlandino, presidente della Fondazione Artemisia ETS.
L’ascolto, sottolinea la Fondazione, non può fermarsi a un gesto di solidarietà. Deve tradursi in protezione, assistenza psicologica, orientamento legale e sostegno concreto. Troppe volte i segnali dello stalking vengono liquidati come semplici manifestazioni di gelosia, mentre il controllo, l’isolamento e le intimidazioni finiscono per compromettere progressivamente la libertà e la sicurezza delle vittime.
Da anni impegnata nella prevenzione e nel contrasto della violenza, Fondazione Artemisia ETS opera attraverso una rete di professionisti, tra cui psicologi, avvocati e medici specialisti, per offrire ascolto e supporto alle persone che vivono situazioni di particolare fragilità.
«Dobbiamo smettere di chiedere alle donne perché non abbiano denunciato prima e cominciare a domandarci se, quando hanno cercato aiuto, qualcuno sia stato davvero disposto ad ascoltarle. Nessuna donna deve essere costretta a dimostrare quanto sia grande la propria paura per essere presa sul serio. La prevenzione comincia dalla capacità di riconoscere i segnali, ma soprattutto dalla responsabilità di non voltarsi dall’altra parte», prosegue Giorlandino.
Il 21 ottobre rappresenta così anche un primo momento di riflessione in vista del prossimo 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un appuntamento che richiama ogni anno l’attenzione sui femminicidi e sulle diverse forme di violenza di genere, ma che, secondo la presidente, non deve esaurirsi in una commemorazione.
«Il 25 novembre ricorderemo ancora una volta le donne uccise, le vite spezzate e le famiglie distrutte. Ma il nostro obiettivo deve essere quello di arrivare a quella data avendo fatto qualcosa per proteggere chi oggi è ancora in pericolo. Non possiamo limitarci a contare le vittime dopo una tragedia. Dobbiamo imparare a riconoscere e ascoltare le donne prima che sia troppo tardi. La lotta al femminicidio comincia molto prima del femminicidio stesso», afferma la presidente.
Per Fondazione Artemisia ETS, il contrasto alla violenza richiede un impegno quotidiano che coinvolga famiglie, scuole, istituzioni, operatori sanitari e l’intera comunità. Educare al rispetto, riconoscere i comportamenti persecutori e costruire reti di sostegno accessibili sono passaggi fondamentali per contrastare l’isolamento in cui molte vittime si trovano.
«Vorrei che il 25 novembre non fosse soltanto il giorno delle scarpe rosse e delle parole di cordoglio, ma il simbolo di una responsabilità che ci accompagna per tutto l’anno. Una donna che trova il coraggio di parlare deve trovare qualcuno pronto ad ascoltarla e ad aiutarla. Perché il silenzio protegge la violenza, mentre l’ascolto può interromperla», conclude Mariastella Giorlandino.
La Fondazione ricorda inoltre l’importanza del numero nazionale antiviolenza e antistalking 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24, attraverso il quale è possibile ricevere ascolto, informazioni e orientamento verso i servizi di tutela.
Fondazione Artemisia ETS
Presidente: Dott.ssa Mariastella Giorlandino
www.artemisiafondazione.it