È iniziata intorno alle 9.50 di questa mattina la prima delle quattro perquisizioni informatiche disposte dalla Procura di Larino nell’ambito dell’inchiesta sul duplice avvelenamento da ricina di Pietracatella. Cinque uomini della Squadra Mobile di Campobasso e dello Sco sono entrati nell’Istituto Agrario di Riccia, dove saranno sottoposti ad accertamenti i 71 computer presenti nella scuola. Gli investigatori cercano eventuali tracce di ricerche sulla ricina e sui veleni, comprese navigazioni e dati cancellati ancora recuperabili, con l’obiettivo di verificare anche quando siano state effettuate e da chi. Le lezioni nell’istituto sono regolarmente in corso.
La prima fase dell’attività è dedicata alla ricostruzione dell’infrastruttura informatica della scuola e del sistema attraverso il quale vengono gestite le connessioni dei diversi computer. Gli specialisti stanno valutando anche la presenza di un proxy attraverso il quale potrebbero transitare le connessioni dei dispositivi. Alle operazioni è presente il consulente informatico nominato dai legali di Gianni Di Vita e della figlia Alice, persone offese nel procedimento. Non sono invece presenti i legali delle altre parti.
Nell’Agrario lavora come tecnico di laboratorio, nell’area collegata alla serra, il marito di Monia, amica di lunga data di Gianni Di Vita: entrambi sono già stati ascoltati dagli investigatori nel corso dell’inchiesta. Quella di oggi è la prima delle quattro perquisizioni informatiche programmate fino a venerdì in altrettanti istituti scolastici della provincia di Campobasso. Gli accertamenti puntano a verificare eventuali collegamenti tra le tracce digitali relative alla ricina emerse durante le indagini e le persone sulle quali sono in corso approfondimenti investigativi.
