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Violenza organizzata: ecco qual è il piano per incendiare l’Italia. Contatti con reti francesi

Incrocio tra antagonisti, islamici, ProPal e maranza. Il modello? L’assalto alla stazione di Milano del 2025

Con Gaza gli antagonisti hanno trovato la piazza. Ora la usano per le battaglie contro il governo insieme ai maranza e alle componenti più radicali dell’attivismo pro-Palestina. É la strategia del caos che punta sulle periferie. Nella Relazione annuale 2026, l’intelligence italiana aveva previsto il tentativo di tenere insieme le campagne contro il riarmo, le politiche economiche e i decreti sicurezza sfruttando il consenso raccolto dalla causa palestinese.

Centri sociali, collettivi studenteschi, sindacati di base e reti pro-Palestina si ritrovano nelle stesse mobilitazioni, dove tornano a inserirsi nuclei violenti. E con la presenza dei maranza, tra i quali figurano giovani di seconda generazione, si prepara il terreno per ulteriori mobilitazioni e disordini. Nel rapporto TE-SAT 2026, Europol attribuisce al nostro Paese undici dei dodici attacchi anarchici e di estrema sinistra registrati nell’Ue nel 2025. Anche i servizi segreti indicano nell’anarco-insurrezionalismo una delle minacce interne più concrete. Quegli ambienti praticano l’azione diretta e prendono di mira infrastrutture. I grandi cortei, invece, offrono loro nuove occasioni di scontro, anche quando la maggioranza dei partecipanti rifiuta la violenza.

Ma a preoccupare è anche la presenza nelle piazze di giovanissimi delle periferie, spesso identificati nelle cronache come maranza. Il Dipartimento della Pubblica sicurezza, nel bilancio delle manifestazioni del 17 ottobre, segnala a Bologna una cospicua presenza di giovanissimi di origine straniera, molti con il volto coperto. Cinque minorenni sono stati arrestati e altri sette soggetti denunciati. A Torino tre ragazzi sotto i diciotto anni sono stati arrestati perché trovati in possesso di bottiglie incendiarie. Già negli scontri pro-Palestina di settembre 2025 a Milano gli investigatori avevano individuato, accanto ad anarchici e antagonisti, gruppi di maranza. Una presenza che allarga il fronte della violenza oltre i tradizionali circuiti dell’eversione politica e pone un interrogativo sui rapporti fra questi gruppi e la militanza organizzata. Sul rapporto con il radicalismo islamico è arrivato un altro allarme.

Bruno Valensise, direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi), ha segnalato il rischio di una saldatura con l’antagonismo. I collegamenti riguardano le organizzazioni, i loro referenti e le reti associative. A Milano ad esempio, all’inizio di ottobre esponenti dei centri sociali hanno manifestato in sostegno di Mohammad Hannoun, indagato nell’inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas. La partecipazione degli antagonisti documenta la convergenza politica attorno a una vicenda giudiziaria che, se confermata, avrebbe legami con il terrorismo. L’intelligence, infatti, segnala rischi connessi alle attività di Hamas in Europa. Ma anche le reti digitali giocano un ruolo nella strategia del caos. Ad agosto il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato Autistici/Inventati, collettivo italiano accusato di fornire servizi informatici a circuiti dell’estremismo violento. Nel provvedimento figurano anche organizzazioni dell’attivismo palestinese radicale. In Francia, invece, il governo punta il dito contro la sinistra radicale.

Il primo ministro Sébastien Lecornu ha accusato La France insoumise, il partito guidato da Jean-Luc Mélenchon, di utilizzare le proteste studentesche per alimentare il caos. E in Italia una parte della sinistra continua ad appoggiare manifestazioni promosse anche da quelle reti antagoniste che l’intelligence considera capaci di aggregare fronti diversi. Le responsabilità penali degli assalti restano individuali. Ma chi cerca consenso in quelle piazze deve fare i conti anche con la presenza di gruppi che puntano allo scontro e con la responsabilità politica di prenderne le distanze. Intanto, nel bilancio delle manifestazioni del 17 ottobre, il Dipartimento della Pubblica sicurezza registra 28 arresti e 43 denunce. A Bergamo sarà segnalato al Tribunale per i minorenni anche un ragazzo che non ha ancora compiuto quattordici anni, accusato di aver lanciato oggetti contundenti e petardi contro le forze dell’ordine. Prossimo appuntamento a rischio é previsto il 30 ottobre per l’ennesima mobilitazione Pro-Pal.

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