I Carabinieri e la Procura di Roma hanno ascoltato come testimone Laura Cianfoni, persona vicina a Sigfrido Ranucci e presente alle cene con Valter Lavitola, amico di entrambi e reo confesso di essere il mandante della bomba davanti alla casa del giornalista ex conduttore di Report. Lo fa sapere in un’esclusiva il Tg1.
Sul fronte degli esecutori dell’attentato dimostrativo si registra una svolta: è stato interrogato per sei ore Saverio Mutone, che finora si era sempre rifiutato di rispondere ai pm, a differenza degli altri indagati in carcere. Il suo legale, l’avvocato Carolina Schettino, ha spiegato che l’obiettivo dell’atto era chiarire il ruolo svolto dal suo assistito.
La versione di Mutone
Davanti agli inquirenti, Mutone avrebbe sostenuto che l’intento dell’ordigno non fosse quello di fare del male e che la bomba fosse stata fornita da Gomes Tavares, factotum di Lavitola. Una versione, quest’ultima, a cui gli inquirenti al momento non credono.
Il factotum di Lavitola
Resta intanto aperto il nodo legato a Gomes Clesio Tavares, attualmente in Camerun. Nonostante la Procura di Roma abbia avviato le procedure di estradizione, Tavares ha interrotto da dieci giorni i contatti con il proprio avvocato, sostenendo di dover prima sistemare i propri affari.
Raggiunto telefonicamente, Tavares ha dichiarato che rientrerà solo per beneficiare di eventuali garanzie processuali, ribadendo che il Camerun è un Paese di diritto e che l’estradizione avverrà unicamente se ne sussisteranno i presupposti legali.
