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Coronavirus: sindaco Caltanissetta scrive a Conte, 'emergenza sociale, servono aiuti'

Coronavirus: sindaco Caltanissetta scrive a Conte, 'emergenza sociale, servono aiuti'

Palermo, 26 mar. (Adnkronos) - "Gentile Presidente, chi Le scrive è il sindaco dell’ultima provincia d’Italia e non per posizione geografica. Caltanissetta nella classifica della qualità della vita è risultata ultima e adesso sta con fatica, quella di tutte le altre città del sud e forse anche un po’ di più, affrontando questa emergenza senza pari dopo le due guerre mondiali". Inizia così la lunga lettera che il sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino (M5S), ha inviato al premier Giuseppe Conte. Nella missiva il primo cittadino chiede al Presidente del Consiglio degli aiuti concreti soprattutto per le fasce più deboli della città. Che con l'emergenza coronavirus "sono in grosse difficoltà economiche". "Ecco Signor presidente noi ci sentiamo in guerra, i sindaci ed il sottoscritto stiamo ogni giorno in trincea - scrive Gambino - Oltre ad affrontare il problema dell’emergenza sanitaria, a breve, se già non è in corso, dovremo affrontare l’emergenza sociale. Tanti, troppi i cittadini che avranno necessità dei beni minimi di sussistenza ed i nostri servizi sociali non potranno assolutamente risolvere il problema. Già le casse del comune stanno cominciando a subire il contraccolpo delle minori entrate dalle tasse che abbiamo sospeso o postergato".

"Durante le dirette che faccio ogni giorno per aggiornare la popolazione sulle novità cittadine, numerose sono le richieste di aiuto economico che arrivano per intere famiglie che non potranno usufruire degli ammortizzatori sociali - aggiunge Gambino - La nostra gente nella maggior parte dei casi è mono reddito con situazioni familiari complicate, difficili, delle quali solo noi sindaci che siamo gli ultimi avamposti delle istituzioni nel territorio ci facciamo carico ogni giorno. Perché pagheremo tutti un prezzo alto e soprattutto noi gente del Sud. Tantissimi lavoratori dipendenti ed autonomi lavorano senza tutele previdenziali, molte microimprese e ditte individuali sono in debito con l’Inps proprio per le difficoltà di gestione in un tessuto deprivato come il nostro".

"Tutti questi soggetti rimangono ad oggi esclusi da ogni aiuto, mentre il blocco sostanziale di ogni attività rende drammatica la stessa sopravvivenza loro e delle loro famiglie - dice ancora il sindaco di Caltanissetta - Alcune delle proposte sono state suggerite e concordate con altre forze politiche. Perché in questo momento non esistono colori ed appartenenze ma solo il bene comune. Le chiedo quindi di concepire e realizzare alcune misure concrete che tengano conto di questa parte da sempre in ombra, per svariate ragioni, del nostro popolo lavoratore".

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