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Coronavirus: parroco zona rossa Villafrati, 'prova difficile ma uniti nella preghiera'

Coronavirus: parroco zona rossa Villafrati, 'prova difficile ma uniti nella preghiera'

Palermo, 25 mar. (Adnkronos) - "Viviamo una situazione inaspettata. Abbiamo imparato in questi giorni a sentire parlare di ‘zone rosse’, ce ne siamo fatti una pallida idea, ma mai avremmo pensato di viverlo sulla nostra pelle. Adesso siamo chiamati a convivere con questa nuova realtà, a sperimentare maggiori ristrettezze, ma sono convinto che affronteremo tutto con un ancora maggiore senso di responsabilità". A dirlo all’Adnkronos è don Gugliemo Bivona, parroco di Villafrati, il piccolo paese del Palermitano dichiarato zona rossa. Nella Codogno siciliana, poco più di 3mila anime, da ieri non si esce e non si entra, le forze dell’ordine presidiano gli accessi. "C’è una legittima preoccupazione - ammette don Bivona -, ma non si è diffusa la paura. Tutta la comunità è animata da una speranza: la certezza che prima o poi tutto questo finirà e ci ritroveremo ancora più uniti, ancora più solidali".   Ai suoi parrocchiani don Guglielmo ha voluto far sentire la sua presenza con un video messaggio. "Parole di speranza, dettate dal cuore soprattutto in questo triste momento", sottolinea. "Tutti dobbiamo sentirci sostenuti dalla speranza, dobbiamo abitare la speranza", dice ai fedeli. E il pensiero va ai degenti e agli operatori della Rsa, risultata focolaio del contagio a Villafrati, a cui, grazie all’arcivescovo di Palermo, don Corrado Lorefice, ha potuto dare l’assoluzione in forma comunitaria e concedere l’indulgenza plenaria. "Intanto l’augurio di una rapida guarigione - dice - e a tutti gli operatori anche il ringraziamento, corale, per l’abnegazione nell’espletamento del loro servizio professionale. Mi stringo alle loro famiglie e ai bambini".   Adesso a tutti è chiesto uno sforzo in più. "Al sacrificio già attuato bisogna aggiungerne uno maggiore da compiere con senso del dovere in vista di un bene più grande, nel rispetto di noi stessi e degli altri", dice ancora don Guglielmo, che avverte i fedeli: "Il momento della prova non deve abbatterci, nella preghiera dobbiamo ritrovare la nostra speranza. Papa Francesco ci ha ricordato che chi prega spera e spera solo chi prega". E proprio le preghiere, individuali e comunitarie anche se a distanza hanno contraddistinto le ultime settimane.  "Tre settimane fa – ricorda don Guglielmo – ho celebrato la messa senza i fedeli, per la prima volta, ma alla celebrazione trasmessa via streaming hanno partecipato più di 930 persone, un numero decisamente maggiore di quello presente in chiesa durante le funzioni religiose". Segno per il prete del piccolo centro del "bisogno di sentirsi uniti nella preghiera, di sentirsi vicini in un momento che ci impone la distanza".  Ogni giorno alle 17.30 il parroco di Villafrati trasmetterà la messa. "Prego per tutti voi e con tutti voi", dice rivolto ai suoi parrocchiani, che invita alla "calma e all'osservanza delle disposizioni date". Il telefono squilla. "Sono a disposizione di tutti, anche se telefonicamente - si giustifica - anche solo per una parola di conforto psicologico e spirituale".  

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