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Mafia: Graviano, 'io unico in carcere perché sono a conoscenza di certe situazioni'

Reggio Calabria, 14 feb. (Adnkronos) - Tra la fine del '99 e l'inizio del 2000 "alcuni politici più garantisti, a loro dire", "invece di mantenere gli impegni presi con mio nonno hanno fatto leggi ingiuste, vergognose. Tanto è vero che l'italia non fa altro che prendere sempre multe dalla Corte europea per i diritti dell'uomo. Tutto questo perché? Per non farmi uscire dal carcere perché sono rimasto io solo che sono a conoscenza di questa situazione perché mio cugino è morto". Sono le parole del boss mafioso Giuseppe Graviano, che continua la sua deposizione al processo sulla 'ndrangheta stragista a Reggio Calabria. Il capomafia poi parla ancora una volta "di una grossa somma di denaro" che negli "anni Sessanta" sarebbe stata data "dal nonno materno a Berlusconi" per "investire in immobili a Milano".

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