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Mafia: arresti Messina, ordinanza 'notaio compiacente, consapevole dell'apporto a boss'

Palermo, 15 gen. (Adnkronos) - "Ampio e sistematico è stato il ricorso da parte del sodalizio alle prestazione "professionali" compiacenti" del notaio Antonino Pecoraro, finito agli arresti nell'operazione 'Nebrodi' che ha portato in manette 94 persone. Pecoraro è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa nell'operazione antimafia sulle cosche dei Nebrodi. "Infatti, in modo diffuso, detto soggetto, ha stipulato atti molto peculiari, raffinati ed identici, spia di consapevolezza ed apporto alle associazioni mafiose - scrive ancora il gip -Sono stati "inventati" atti di compravendita tra un presunto dante causa dichiaratosi proprietario di determinate particelle per usucapione non accertato giudizialmente, ed un presunto avente causa, dichiaratosi disposto a propria volta ad acquistare a proprio rischio tali particelle. Quasi inutile sottolineare come il dante causa in tali casi abbia esibito un diritto inesistente su proprietà di ignari soggetti terzi, consentendo tuttavia all'avente causa - grazie ai crismi formali dell'atto concluso - di avvalersi di un apparente titolo (suscettibile di trascrizione, e per converso insuscettibile di contestazione da parte di un pur avveduto operatore C.A.A.) per reclamare l'erogazione dei contributi in agricoltura. L'estensione della metodologia ai due gruppi è una delle prove, con palesi scambi di informazioni, di una predefinita spartizione "virtuale" del territorio che consenta alle associazioni mafiose di non contendersi, con modalità conflittuali, particelle e titoli".

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