economia
Energia: Moody's, con liberalizzazione più concorrenza ma pressione sui margini
Roma, 19 nov. (Adnkronos) - Con la liberalizzazione del mercato elettro al dettaglio arriverà più concorrenza ma anche una pressione sui margini. A sostenerlo è Moody's in un report dedicato al mercato elettrico italiano retail. Nei prossimi 12-18 mesi, rileva l'agenzia di rating internazionale, "il settore dell'elettricità al dettaglio in Italia si troverà ad affrontare una concorrenza più forte e una riduzione dei margini. Il fattore chiave è la prevista liberalizzazione totale del mercato elettrico al dettaglio nel Paese. Attualmente programmata per luglio 2020, la liberalizzazione consentirebbe ai nuovi operatori di implementare nuovi servizi ma potrebbe anche determinare un aumento delle bollette elettriche per i consumatori qualora le tariffe regolamentate venissero allentate". Il passaggio alle energie rinnovabili, rileva Moody's, "sta aumentando l'importanza strategica della vendita al dettaglio di elettricità. Anche nel caso in cui la piena liberalizzazione del mercato al dettaglio dovesse essere rimandata oltre luglio 2020, la concorrenza nel mercato elettrico al dettaglio diventerà probabilmente sempre più intensa, poiché le imprese del settore cercheranno modi per ottenere economie di scala, offrire nuovi servizi e implementare una strategia di naturale copertura del rischio derivante dalle proprie ambizioni di crescita nel campo delle rinnovabili". La piena liberalizzazione, rileva Benjamin Leyre, vicepresidente di Moody's - Senior Credit Officer, "sosterrà i margini di alcune utilities che attualmente offrono tariffe regolamentate ai propri clienti, in particolare Enel e A2A, ma la concorrenza si intensificherà man mano che nuovi operatori, come Iberdrola, tenteranno di conquistare ulteriori quote di mercato". I prezzi dell'energia elettrica all'ingrosso in Italia sono attesi assestarsi nell'intervallo tra 55 e 65 euro per megawattora (MWh) nel periodo fino al 2022, con un aumento di 5 euro/MWh rispetto alla stima dello scorso anno di 50-60 euro/MWh, poiché il prezzo del carbonio sarà più elevato e il suo aumento più che compenserà la riduzione del prezzo del gas. I prezzi rimarranno stabili nel periodo fino al 2022.