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**Ex Ilva: Conte studia piano B e sonda Cdp, sempre più stretto spiraglio Mittal**

AdnKronos

Roma, 18 nov. (Adnkronos) - Oltre 40 minuti di colloquio per Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri con i vertici di Cassa depositi e prestiti a margine delle celebrazioni per i 170 anni della Cdp. Al centro del lungo confronto il tema più scottante dell'agenda politica ed economica del Paese: l'ex Ilva, ora che AncelorMittal sembra deciso a voltare le spalle a Taranto e alla produzione italiana d'acciaio. Il premier, racconta chi gli è vicino, lavora a tutte le opzioni: nulla deve rimanere intentato nella ricerca di soluzioni per il 'cantiere Taranto'. E anche il confronto con il colosso franco-indiano -che in queste ore sta vivendo un vero e proprio assedio da parte della magistratura italiana - è uno spiraglio che resta aperto, per quanto il cono di luce si faccia sempre più stretto. Al momento non c'è alcuna convocazione in agenda a Palazzo Chigi: Mittal attende un segnale, ma anche P.Chigi cerca di capire se da parte del colosso dell'acciaio ci sia la volontà di tenere in vita un filo che ormai appare sottilissimo. La diffidenza è tanta, mentre il governo confida nella pronuncia del 27 novembre del Tribunale Civile di Milano sul ricorso d’urgenza presentato dai commissari per fermare il recesso dei Mittal. I sindacati non restano a guardare: chiedono a Conte di riaprire il tavolo della trattativa, in serata salgono al Quirinale per parlare del dossier Ilva con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Tra il Colle e Palazzo Chigi c'è un filo diretto e costantemente aperto su Taranto, ferma la volontà di uscire dall'impasse. Ma è dura venirne a capo, mentre l'unico appiglio al momento sembra quello offerto dalla magistratura. "Sono letteralmente assediati, magari Mittal cede - dice all'Adnkronos una fonte di governo - speriamo nel 27...". Intanto giovedì dovrebbe tenersi il Cdm in cui si farà il punto, con il contributo chiesto da Conte a tutti i ministri sul 'cantiere Taranto'.