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Una grande mostra esplora gli studi botanici di Leonardo

Firenze, 12 set. - (AdnKronos) - Una grande mostra esplora gli studi botanici di Leonardo da Vinci, poco noti malgrado l'enorme fama del genio toscano. E, soprattutto, che approfondisce il suo pensiero scientifico 'universale, così ricco di implicazioni per noi contemporanei costretti a ripensare in profondità il rapporto fra uomo e natura. "La botanica di Leonardo. Per una nuova scienza tra arte e natura" è il titolo dell'esposizione che da domani, venerdì 13 settembre al 15 dicembre 2019 si tiene al Museo di Santa Maria Novella di Firenze. Curata da Fritjof Capra, Stefano Mancuso e Valentino Mercati, la mostra è promossa dal Comune di Firenze, ideata e prodotta da Aboca con il coordinamento scientifico e l'organizzazione di Muse.

Tavole originali, installazioni interattive e piante reali creano un appassionante percorso attraverso le intuizioni e le innovazioni di un pensiero 'sistemico, capace di combinare arte e scienza, e di guardare alla vita e alla natura (uomo incluso) come un'entità unica in cui tutto è connesso e tutto è in movimento.

L'esposizione allestita all'interno dei suggestivi spazi del Complesso monumentale di Santa Maria Novella, nel Dormitorio e nel Chiostro Grande, illustra e approfondisce le scoperte botaniche di Leonardo (fu lui, ad esempio, a capire il nesso fra cerchi nel tronco ed età dell'albero), e ci conduce attraverso la straordinaria sequenza dei suoi disegni di dettagli, foglie, piante. Soprattutto, illustra e dimostra quanto arte e scienza fossero per Leonardo indissolubili: mai soltanto descrittiva la conoscenza scientifica, mai soltanto estetica la pittura. In una visione 'sistemica' che si interrogava - e continua a interrogarci a secoli di distanza - sul complesso sistema di relazioni fra uomo e natura.

Un pensiero tradotto anche nell'allestimento della mostra, che si apre nel maestoso Chiostro grande con i cinque monumentali poliedri regolari, disegnati da Leonardo per compendio al "De Divina Proportione" di Luca Pacioli, simboli non solo di armonia e di perfezione formale ma anche della complessità e del mistero del mondo. A questi si accompagna una sfilata di piante vere selezionate fra quelle disegnate o citate da Leonardo nei suoi scritti, che si intrecciano a un'introduzione sulla rinascita filosofica, artistica e tecnica della Firenze della seconda metà del Quattrocento. 

È questa l'occasione per delineare la complessità del pensiero di Leonardo rispetto ai processi e alle tecniche alchemiche, di cui esplora le grandi possibilità "stando in natura".

La mostra, all'interno, prosegue con un'immersione dal sapore magico tra alberi, foglie e intrecci che evocano, nel gioco fra reale e virtuale, la decorazione leonardiana della Sala delle Asse a Milano. Il percorso all'interno del Dormitorio continua, articolandosi come un "organismo vegetale", tra le varie sezioni: il linguaggio digitale e multimediale è tratto costante, che offre la possibilità di apprezzare in forma spettacolare l'opera leonardiana – i suoi disegni, i suoi dipinti, i suoi scritti – e di vivere in chiave interattiva e contemporanea alcune delle sue importanti intuizioni nel campo della botanica.

Ecco che gli studi sulla dendrocronologia diventano l'occasione per vivere, seguendo gli anelli degli alberi, la storia dell’umanità e i suoi grandi eventi; quelli sul fototropismo o sul geotropismo offrono la sorprendente opportunità live di cogliere come la natura si adatti e si relazioni all'ambiente; le regole della fillotassi e la teoria della costanza dei flussi all'interno di un albero (chiamata non a caso il "principio di Leonardo") si trasformano in installazione dinamiche che consentono, più di molte parole, di capirne i parametri. 

L'esplorazione nel mondo botanico leonardiano prosegue: e l'anatomia vegetale scandagliata da Leonardo, in grado di cogliere e di rendere i dettagli più minuti di un fiore, di un ramo o di una foglia, viene proposta nel dialogo con opere contemporanee, mentre i meravigliosi dettagli botanici inclusi nei suoi celebri dipinti  - tanto realistici da potere essere definiti "ritratti di piante" - vengono offerti allo sguardo del pubblico per innescare anche un percorso a ritroso sull’origine dei pigmenti vegetali utilizzati.

Il percorso, ritmato da tre preziosi fogli originali del Codice Atlantico della Veneranda Biblioteca Ambrosiana (f.197v, f.663r, f.713r), si conclude con un ripensamento del celebre "uomo vitruviano", che diventa lo spunto per riflettere sugli equilibri fra uomo e natura, e con una straordinaria installazione dedicata alle interconnessioni fra tutti gli elementi del sistema vivente, ben note a Leonardo e oggi spesso dimenticate.

"Negli ultimi mesi Firenze ha omaggiato il genio di Vinci con varie mostre che hanno indagato diversi punti di vista - afferma il sindaco Dario Nardella - Le gallerie degli Uffizi hanno riportato in città il Codice Leicester; Palazzo Strozzi ha dedicato l’esposizione principale dell’anno al maestro di Leonardo Verrocchio; Palazzo Vecchio ha invece approfondito il legame di Leonardo con Firenze, la città dove più di altre si formò e realizzò capolavori con una selezione di fogli del Codice Atlantico. Adesso chiudiamo l'anno leonardiano affrontando un altro aspetto, ovvero le sue intuizioni di assoluto rilievo nella storia della botanica, generate dal suo acuto spirito di osservazione e dalla sua continua attività sperimentale, che vanno a delineare una visione dinamica della scienza, ricca di spunti anche per la contemporaneità".

"Rileggere oggi il Leonardo pensatore sistemico, portatore di una profonda comprensione del mondo naturale, e delle relazioni fra tutte le forme di vita - dice Massimo Mercati, amministratore delegato di Aboca - è un modo universale di riportare l’attenzione sulle proprietà dei complessi naturali e di validare scientificamente ciò che per il genio era solo un’intuizione".

"Siamo felici di aver potuto contribuire a un progetto così ambizioso e visionario”, afferma Matteo Spanò, presidente di Muse - una mostra veramente coinvolgente e che combina numerosi linguaggi e livelli di lettura. Un’occasione davvero preziosa per presentare al pubblico un aspetto poco noto del pensiero di Leonardo e per stimolare un cambio di passo nel modo di concepire il rapporto tra l’uomo, l’ambiente e l’intero pianeta".

I curatori della mostra sono Stefano Mancuso, una tra le massime autorità mondiali nel campo della neurobiologia vegetale; Fritjof Capra, fisico e teorico dei sistemi e studioso di Leonardo da Vinci; e Valentino Mercati, fondatore e presidente di Aboca.

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