cronaca
Lombardia: Giorno Memoria, Borghetti e Violi alla Scala con Liliana Segre (2)
(AdnKronos) - Ricordando la sua marcia nella neve attraverso i boschi del Varesotto, con i contrabbandieri "che si sono fatti le ville portando disperati" ha sottolineato come "io questa gente la paragono agli scafisti di oggi". Segre ha quindi esortato i liceali in teatro a essere coraggiosi, "a trovare la sera un momento di silenzio per riflettere su quel che è stato, a leggere Primo Levi, capace di descrivere senza retorica l'orrore. Io sono stata un numero, privata del nome, ridotta a un pezzo, bastonata e presa a calci pugni e sberle, senza possibilità di capire perché, come i vitelli condotti al macello. Su 605 persone partite e deportate con me da Milano, solo 30 donne vennero mandate al lavoro invece che alle camere a gas. Su 775 bambini sotto i 14 anni deportati ad Auschwitz, solo 25 sono sopravvissuti. Ma ancora oggi i negazionisti trovano la strada libera per dire che non c'è stato nessuno sterminio". Particolarmente commovente infine il ricordo che la senatrice ha tracciato della "marcia della morte" verso la Germania di fine gennaio 1945 in seguito all’evacuazione del campo di Auschwitz Birkenau e il suo racconto dello "spuntare dei primi fili verdi di erba nei campi e dell’arrivo dei primi germogli in quella primavera che anticipò la liberazione di tutti noi".