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Indra: testato con successo scudo anti-droni in paesi più a rischio (2)

AdnKronos

(AdnKronos) - I piloti di tutto il mondo, rileva Indra, "riportano regolarmente casi di minore gravità, ma che generano grandi incertezze. Inoltre, il rischio impatta su molte altre aree e strutture. Gli impianti industriali, le centrali nucleari, le infrastrutture, gli edifici ufficiali, le prigioni, gli stadi sportivi o qualsiasi luogo in cui si svolge un evento pubblico possono affrontare lo stesso problema. Un drone può essere, infatti, usato per invadere la privacy delle persone, spiare, perpetrare un attacco o semplicemente per causare un incidente involontariamente, quando si scontra con un veicolo o una persona. Controllare i droni è, tuttavia, molto difficile in quanto alcuni sono estremamente piccoli e volano a bassa quota e velocità. Possono inoltre apparire in modo inaspettato e decollare da qualsiasi punto lasciando poco margine di reazione". Lo sviluppo di una soluzione integrata efficace, sottolinea Indra, "richiede pertanto una profonda expertise in diverse aree: tecnologia radar, difesa elettronica e comunicazioni di comando e controllo. Il giusto mix di tutte queste capacità è fondamentale per offrire a ogni cliente lo 'scudo' di cui ha bisogno, dal momento che non ci sono due spazi uguali da proteggere. Il sistema Arms di Indra è stato progettato su forti criteri di flessibilità e adattabilità, grazie ad una gamma di sensori per il rilevamento, quali radar, telecamere a infrarossi e sensori a radiofrequenza che svolgono le attività di identificazione dei velivoli". La soluzione di Indra utilizza i metodi di soft-killing più efficaci per proteggere gli ambienti civili e neutralizzare tutti i modelli di droni disponibili sul mercato. Può all’occorrenza anche essere adattata per incorporare elementi di hard-killing, che possano abbattere il drone, sebbene questi metodi siano più tipici nell’ambito militare, in cui è necessario affrontare droni tecnologicamente più avanzati e potenzialmente più pericolosi.