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Migranti: Sala, senza di loro la città di Milano si ferma

AdnKronos

Milano, 7 gen. (AdnKronos) - Senza immigrati, Milano si ferma. Lo dice il sindaco della città, Giuseppe Sala, in un'intervista al mensile Domus pubblicata nel numero di gennaio in edicola da domani. "Essere una città aperta e internazionale significa - sono le sue parole - accogliere chi scappa dal proprio Paese per fuggire alle guerre o decide di costruire qui un futuro migliore per sé e la propria famiglia. Questa capacità è uno degli elementi di forza di Milano, dove il 19 per cento della popolazione è di origine straniera, contro il nove per cento nazionale. Dobbiamo avere la consapevolezza che senza immigrati la città si ferma". Secondo il sindaco, "è necessario un piano nazionale, attraverso cui attuare politiche sociali e di inclusione che consentano anche ai migranti di contribuire alla crescita della città che li ospita". Nell'intervista a Walter Mariotti, direttore editoriale di Domus, Sala dice che l'obiettivo della sua amministrazione è "rafforzare il posizionamento di Milano in ambito internazionale e nazionale". Ed è una città più europea che italiana quella che emerge dal racconto di Sala, perché "ha il pregio di essere in grado di competere per attrattività con tutte le capitali europee, senza essere una capitale". Per quanto riguarda il rapporto con Roma, "se con Roma intende dire Governo, Milano è senza dubbio un interlocutore chiave per la crescita del Paese, proprio in virtù di quella capacità di attirare investitori e quel prestigio di cui può beneficiare di riflesso tutta l’Italia. Se, invece, con Roma si riferisce alla capitale, direi che Milano e Roma sono realtà entrambe complesse, con caratteristiche non sempre comparabili".