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Sud: Cisl, va ripensato modello sviluppo

Roma, 1 ago. (AdnKronos) - "La crescita economica del Mezzogiorno nel 2017 è stata sostanzialmente equivalente a quella del resto del Paese e gli investimenti privati hanno avuto un incremento del 3,9% e, quindi sono stati leggermente maggiori rispetto al centro nord attestando un sistema privato meridionale/insulare che nonostante il permanere di grosse difficoltà sta reagendo alla crisi". Così in una nota il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, commentando le anticipazioni del Rapporto Svimez 2018, presentate oggi.

Il problema vero, rileva, "è che nel Mezzogiorno continuano a permanere diseconomie ataviche che non consentono la piena ripresa dell’area: la deindustrializzazione, la debolezza infrastrutturale, lo spopolamento di molte aree interne con l’abbandono di territori sempre più vasti, l’incremento degli indici di povertà, rappresentano alcuni degli aspetti di maggior criticità che non aiutano il processo di ripresa dello sviluppo e della crescita meridionale, acuita da un insufficiente andamento della spesa pubblica e in particolare di quella ordinaria della Pubblica amministrazione, inferiore di ben 7 punti rispetto al 2008".

Un dato, questo, aggiunge, "in controtendenza rispetto al Centro Nord che, sebbene di pochissimo, è cresciuta dello 0,5%. Una ripresa che secondo Svimez continuerà a rallentare nei prossimi anni, aspetto che preoccupa la Cisl considerato che gli squilibri rispetto agli investimenti continuano a rendere critica la situazione sociale dell’Area".

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