il premier tra medici e pazienti

Conte visita la Fondazione "San Raffaele" a Ceglie Messapica

Silvia Sfregola

Alla vigilia di San Raffaele, arcangelo a cui è dedicata la Fondazione che gestisce il Presidio ospedaliero ad alta specialità di Ceglie Messapica, la visita del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sottolinea anche un anniversario importante a chiusura del 2019: i primi venti anni di attività al servizio del territorio pugliese e non solo, durante i quali la Fondazione San Raffaele è diventata punto di riferimento per la capacità costante di offrire prestazioni di alta qualità, anche grazie a strumentazioni all’avanguardia. Una dimostrazione è l’esoscheletro riabilitativo robotizzato per la deambulazione di persone con deficit motori agli arti inferiori (paraplegie e tetraplegie complete ed incomplete, emiplegie, sclerosi multipla, ictus). Un vero gioiello della tecnologia a supporto ed integrazione dei percorsi riabilitativi tradizionali, che è stato presentato ieri, 27 settembre, in occasione della visita del Premier, che ha voluto incontrare ospiti e operatori del presidio ospedaliero. "Ho visitato una struttura sanitaria, il San Raffaele, sono momenti importanti - ha dichiarato il presidente del Consiglio - Molti, in questo caso i pazienti, pensano di ricevere ma a ricevere molto di più sono io". Il Presidente Conte ha visitato anche il Centro per lo sviluppo dell’età evolutiva “Fondazione Silvana Paolini”, dove era atteso da un gruppo di bambini che gli ha donato un quadro. Il disegno raffigura il logo della Fondazione. Particolarmente emozionante il momento della presentazione del robot, indossato da una paziente di 28 anni, che ha subito una lesione midollare importante a seguito di un incidente d’auto che le impedisce di camminare. L’applicazione dell’esoscheletro le ha permesso di alzarsi e muovere dei passi nella palestra della struttura. I robot indossabili sono strumenti altamente innovativi in campo riabilitativo finalizzati a favorire la riorganizzazione del controllo motorio dopo lesioni cerebrali o midollari favorendo una intensità di esercizio che coniuga la capacità di pianificare il movimento con l’allenamento cardiovascolare. L’esoscheletro utilizzato è un dispositivo in acciaio e carbonio che si attiva per mezzo di quattro motori elettromeccanici alimentati da due batterie.  Dei sensori invece captano e riconoscono l’assetto posturale del paziente fornendo informazioni (calcolo e modulazione della forza da impegnare, ampiezza e durata delle attività motorie) che un computer elabora e traduce in tempo reale al fine di assistere il paziente nella stazione eretta, nel bilanciamento e nella deambulazione passiva, attiva o attiva assistita. Il suo utilizzo consente di re-impostare movimenti degli arti inferiori alterati o impossibili da eseguire consentendo una verticalizzazione precoce e sicura così come una ri-attivazione muscolare e articolare per mezzo di esercizi ripetitivi finalizzati alla riprogrammazione del ciclo del passo. Ma non solo. Consente di migliorare significativamente i tempi di ripresa e la capacità di camminare anche di pazienti colpiti da ictus in fase subacuta, non deambulanti. La notizia, recentissima, è emersa da uno studio coordinato proprio dall’IRCCS San Raffaele di Roma, che ha coinvolto diversi centri di riabilitazione italiani, pubblicato lo scorso febbraio dalla prestigiosa rivista scientifica European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine.