Latorre si sposa, matrimonio a Roma per il marò
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Il fuciliere di Marina Massimiliano Latorre si è sposato oggi a Roma con Paola Moschetti. La funzione religiosa, alla quale ha assistito anche il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, è stata organizzata nella Chiesa dell’ordinariato militare della Capitale. Non ha potuto prendere parte alla cerimonia, invece, il collega marò Salvatore Girone, come previsto dalle disposizioni del Tribunale dell’Aia, accusato con Latorre di avere ucciso per errore nel 2012 due pescatori nel corso di una missione in India. A Girone, però, lo sposo ha voluto dedicare un pensiero via social: «Caro Salvo, oggi non potremo festeggiare il mio matrimonio e di Paola con te, ma ti assicuro che, se non fisicamente, sarai e sarete tu, Vania, Michele e Martina, con noi. Spero potremo rifarci molto presto di tutto. Voi avete vissuto tutti i momenti nostri e dopo le lacrime ora speriamo arrivino i sorrisi, fratello mio. Per mare e per Terram San Marco». La ministra della Difesa Elisabetta Trenta e l’ex comandante generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette, nella veste di testimone, hanno partecipato alle nozze tra Paola Moschetti e Massimiliano Latorre, uno dei due marò accusati di aver ucciso il 15 febbraio 2012 due pescatori indiani, durante una missione di protezione della nave mercantile italiana Enrica Lexie. «La presenza del ministro è una cosa bellissima e non scontata, la famiglia della Difesa ti ha accompagnato Massimiliano», ha detto monsignor Santo Marcianò, ordinario militare, nel corso della cerimonia tenutasi nella chiesa dell’Ordinariato militare di Santa Caterina da Siena a Magnanapoli, nel centro di Roma. «La vostra storia ci appartiene, mi verrebbe da dire che appartiene all’Italia. A me piace pensare che il vostro sì che vi fa amanti alla maniera di Cristo possa essere in qualche modo condiviso dal nostro paese che tanto ha pregato per te Massimiliano, che tanto ha sofferto per te e che tanto ha sperato in una giustizia che non può non avere come contenuto la verità». Nel corso della cerimonia nuziale, monsignor Marcianò ha ricordato «quando per bene due volte, o tre, sono andato in India, lì c’era anche Paola. Si discuteva, si sperava, si gioiva, si pregava, poi si piangeva però si guardava sempre avanti, era una strada che bisognava percorrere, c’era la certezza del Signore». Per gli sposi, Massimiliano e Paola, è anche arrivata la benedizione apostolica di Papa Francesco, letta nelle chiesa di Santa Caterina da Siena da monsignor Marcianò.









