VIAGGIO NELLA FABBRICA DI NERA MONTORO

Alcantara, il Made in Italy che piace

Tiziano Carmellini

Dai sedili delle automobili alle cover per cellulari e tablet passando per i capi di abbigliamento delle grandi firme della moda fino ad arrivare all'oggettistica di design e ai sipari dei più imponenti teatri della scena internazionale. C'è questo e tanto altro dietro il mondo Alcantara, materiale prodotto e commercializzato esclusivamente da Alcantara Spa, il brand internazionale a capitale giapponese che produce nell'impianto italiano di Nera Montoro, a Narni. Versatilità e qualità sono i punti cardine di questa realtà, strettamente connessa al «Made in Italy» dove tecnologie avanzate e artigianalità si fondono per dar vita ad un prodotto. Neanche la crisi economica degli anni scorsi è riuscita ad arrestare la crescita e la diffusione globale di questo prodotto, al punto che il management ha annunciato nei giorni un importante piano di espansione. E l'ha fatto nel corso di una conferenza stampa organizzata all'interno dell'impianto produttivo umbro, alla presenza del ministro per la Coesione Territoriale, Claudio De Vincenti, nonché delle istituzioni locali. L'investimento previsto - come annunciato dall'amministratore di Alcantara, Andrea Boragno - sarà di 300 milioni di euro in cinque anni, mirati a raddoppiare la capacità produttiva complessiva di Alcantara Spa. Alla fine del periodo, si prevede che il fatturato superi i 300 milioni - a fronte di un giro d'affari di 185 milioni nel 2016 - e che il valore del marchio raggiunga i 300 milioni, rispetto ai 100 milioni stimati da Interbrand nel 2015. Non solo fondi per lo sviluppo e la ricerca ma anche nuove possibilità occupazionali: si prevede infatti che nell'ambito dell'espansione produttiva ci sarà un incremento degli addetti impiegati nello stabilimento e che passeranno da 598 a circa 800 persone. «Alcantara è una realtà esemplare, perfettamente inserita nell'ambiente in cui si trova, una impresa a capitale estero ma che è straordinariamente radicata a Narni - ha commentato il ministro De Vincenti durante la sua visita tra a Nera Montoro - Si tratta di una cultura industriale che ha un legame stretto con la bellezza, l'arte ed il design e che non teme la globalizzazione, anzi».