IL CAVALIERE AZZURRO

Occhi puntati su Fair Light Van T Heike sotto la sella di Alberto Zorzi

Daniela Cursi

Conto alla rovescia per il Longines Global Champions Tour di Roma e cresce l’attesa per veder scendere in campo Alberto Zorzi. Con molte probabilità, il cavaliere azzurro presenterà Fair Light Van T Heike, cavalla con cui partecipò anche all’edizione 2016 firmando tre percorsi netti e un barrage mozzafiato che lo vide, però, allontanarsi dal podio per un solo secondo. Per essere precisi, meno di un secondo fu il distacco tra Zorzi e l’olandese Maikel Van der Vleuten. Praticamente, una falcata di galoppo che lo costrinse a lasciare il terzo gradino al collega orange. Ma Zorzi è pronto al riscatto, forse più agguerrito di prima. “Ho la maledizione del 4° posto”, dichiara il cavaliere a seguito della 4° posizione siglata di recente ai Campionati d’Europa. Ma parliamo di lei, della cavalla che lo accompagnerà in questa nuova sfida. Fair Light Van T Heike, femmina saura olandese di 12 anni, figlia dello stallone Vigo D’Arsoullies - cavallo che portò il belga Philippe Le Jeune alla laurea di campione del mondo 2010 - vanta anche un “nonno materno” importante. Si tratta dello stallone Darco, protagonista sotto la sella del belga Ludo Philippaerts, di un 6° posto ai Mondiali di Stoccolma 1990. Fair Light Van T Heike , degna figlia e nipote di questi due grandi riproduttori, ha contribuito, sotto la sella di Alberto Zorzi, allo storico successo dell’Italia nell’ovale di Villa Borghese. Vittoria che riscattò i 32 anni di assenza azzurra dall’Albo d’oro della Coppa delle Nazioni.  “Fair Light”, ovvero “Spiraglio di luce”. Per molti è solo un termine inglese, ma per Zorzi è il nome della sua regina che ha rappresentato proprio uno spiraglio di luce nella sua carriera. “Io la amo perché le devo tutto. E’ lei la protagonista del mio giro di boa sportivo. Devo tutto a Fair Light”. Sembra che questa compagna di sport abbia un caratterizzo niente male. “Se fosse una donna - ha dichiarato Zorzi - sarebbe una prima donna: è gelosa di me se sono con gli altri cavalli e li minaccia dal suo box quando passo con loro lungo il corridoio. E’ possessiva dei suoi spazi e non ama incrociare i cavalli in campo prova. Io cerco di evitare incroci particolarmente stretti pensando a stare tranquillo per trasmetterle un po' di relax. Ricordo che la prima volta che l’ho montata, due anni fa, ho pensato “questo è il miglior cavallo che io abbia mai montato”. Ha forza, rispetto e grinta. Caratteristica quest’ultima che rappresenta un po' un’arma a doppio taglio nel nostro rapporto. Anche se il nostro feeling è alto e lei capisce esattamente quello che voglio quando siamo in gara, il suo essere femmina la porta, a volte, ad avere un suo pensiero autonomo rispetto a quello che voglio io e a dimostrarlo senza lasciare spazio a dubbi. Bisogna saperla prendere, sempre con molta calma”. Fair Light si allena due volte al giorno: “la mattina - spiega Zorzi - lavora in maneggio e il pomeriggio la giro alla corda oppure la porto a fare una passeggiata nel bosco. Ama fare le passeggiate nel bosco purché le metta la mascherina antimosche. Lei odia le mosche e senza mascherina va in stress fino a gonfiare il pelo del collo e della faccia come farebbe un pappagallo! Non ho mai visto una cosa simile in vita mia. Non so come faccia”. Anche nel lavoro di tutti i giorni Fair Light ha le sue esigenze: “Non ama cominciare subito a lavorare. Si innervosisce se le chiedo subito di trottare tra mano e gamba, quindi faccio molto passo - andatura che uso sempre alternandola a tutte le fasi del lavoro - e poi comincio a trottare in distensione finché lei non mi dice che è disponibile a lavorare. Come per le persone, anche i cavalli chiedono un rapporto di rispetto con il loro cavaliere. Il minimo che si possa fare è capirli  e in cambio ti danno tutto”.