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Roma: Festival del Verde e Paesaggio, cultura corsi e mestieri in mostra

Da domani sul parco pensile dell’Auditorium Parco della Musica

Roma, 17 mag. (Labitalia) - Al via domani, venerdì 18 maggio, fino a domenica 20, l’ottava edizione del Festival del Verde e del Paesaggio, sul giardino pensile dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Fiori, piante, giardini, paesaggi, incontri, lezioni, moda, musica e teatro danno vita al più innovativo evento nazionale, capace di richiamare oltre 21.000 visitatori insieme ai massimi esperti e professionisti del settore. Un'esperienza immersiva, con un’identità forte, per cacciatori di piante, amanti del mondo vegetale, esploratori di paesaggi, cultori del giardinaggio e della vita all’aria aperta. Il Festival 2018, una collaborazione tra Altri Paesaggi e Fondazione Musica per Roma, è un invito a lasciarsi stupire dalla natura alla ricerca dei collezionisti botanici con i loro esemplari rari, degli architetti del paesaggio con i loro giardini e dei designers che con le giuste suggestioni sanno creare accoglienti rifugi in città.

E' il luogo in cui trovare risposte e soluzioni ai problemi del nostro tempo. Un discorso iniziato lo scorso anno con il grande bosco installato nella cavea dell’Auditorium, per riflettere sul ruolo del verde urbano e ripreso quest’anno dai giardini che propongono simbolicamente un nuovo modo di fare giardinaggio. I giardini sono i veri protagonisti del Festival: una sorpresa accoglie il visitatore, lo fa fermare, riflettere, guardare, preparare alla manifestazione: La Soglia, il giardino progettato dai giovani paesaggisti del corso di Progettazione del paesaggio di II livello promosso dall’associazione Simonetta Bastelli.

Un giardino sull’architettura e nell’architettura che provoca attraverso il rapporto tra artificiale e naturale una sensazione di benessere. Un dialogo tra architettura e natura, tra la città lasciata alle spalle, l’importante architettura dell’Auditorium e il verde. Superata La Soglia si entra nel Tillandsia Wall-Sinfonia Verde dove protagoniste indiscusse dell’installazione sono nuvole sospese di verde vivo progettate, secondo i canoni del Biophilic Design, dal Paolo Michieli (biotecnologo titolare di Floricoltura Michieli) e dall’architetto Roberta Filippini. Disegnate da un gesto unico, un segno pulito ispirato alle forme della natura che danno vita a un giardino in 3 dimensioni che sperimenta nuovi linguaggi compositivi e crea giochi di texture naturali in cui perdersi.

Poi, a seguire, il giardino che scotta tra cactus e succulente rare a basso impatto idrico, invita a ragionare sul nostro stile di vita in linea con la nuova consapevolezza ambientale. L’ultima trend di stile Happy garden che porta il giardino in casa e la casa in giardino, uno spunto concreto per creare piccoli polmoni verdi. Il giardino del ritorno afferma che il giardino non è un disegno da osservare ma l’esplorazione di forme e profumi, dove le piante a disposizione del visitatore invitano a sperimentare nuovi accostamenti. Il progetto Orto archeologico coniuga l'esperienza degli ortaggi a km 0 con la storia, sancendo il valore del legame con le proprie radici e il territorio. C'è poi il giardino dei limoni come luogo dell’anima che evoca la mitezza del clima e la qualità della luce della costiera amalfitana, capaci di accentuare la percezione sensoriale di colori e odori: il giallo dei limoni, l’azzurro del mare, il verde dei giardini e i loro profumi diventano indimenticabili stati emozionali.

Previsti anche i i concorsi di paesaggio: 'Avventure Creative', carpet garden concorso di progettazione di giardini, dove il giardino diventa un tappeto, un micro paradiso portatile capace di narrare un racconto intenso e coinvolgente, capace di evocare ricordi o suggerire comportamenti; 'Balconi per Roma', concorso di progettazione under 30, in cui i balconi interpretano in modo dinamico e critico l’evoluzione del paesaggio urbano e il violento processo di consumo di città e territorio, si riempiono di verde e trasformano i nostri orizzonti.

Il festival, da sempre, offre una selezione d’eccellenza di piante di ogni genere: la sua collezione di agrumi antichi e moderni, esotici e orientali; le orchidee rare e preziose; una tra le più grandi collezione europee di fruttiferi antichi e rari; le orticole dimenticate e fiori commestibili le piante grasse, le succulente africane tra cui le aizoaceae; il basilico perenne, la santolina viridis, il cappero, l’origano e le piante aromatiche endemiche della costa siciliana Iblea, le rose, moderne, antiche, rampicanti, paesaggistiche, inglesi, cinesi, tè, noisette e ibridi di gigantea; i papaveri; i gerani odorosi dell’Inghilterra vittoriana; i bonsai; le piante carnivore; le ortensie; gli agapanthus e tante altre meraviglie vegetali.

I professionisti della Federazione erboristi italiani accompagnano i più curiosi visitatori in appassionanti passeggiate botaniche a caccia di piante dalle preziose proprietà curative, incantando con storie, miti e citazioni legate alle piante: '...ecco del rosmarino, è per la memoria: non ti scordare, amore'. Diverse le novità di questa edizione: il mattone di terra fertile, un vero semenzaio oggetto di green design per micro orti da città; la bio casa tecnologica per una edilizia a basso impatto ambientale le proposte eleganti e su misura dei giovani artigiani del ferro; le biostufe in ceramica a forma di catus; le iconiche panchine e fontanelle in ghisa; le esclusive coperture e barbecue; le schermature e le fioriere modellate al laser con ricami ispirati alla natura di logical space design; i cappelli in paglia per signore e gentiluomini glamour ed ironici; i sorprendenti struzzi a grandezza naturale per la raccolta differenziata nei parchi e le coloratissime caprette in ceramica smaltata.

Non mancano gli arredi d’epoca, i tavoli in ceramica dipinti a mano; le serre bioclimatiche, i tessuti da esterno e infine i prodotti di agricoltura biodinamica. Immancabile lo studio approfondito di forme, materiali e colori nelle collezioni outdoor firmate Ethimo, che conferma la vitalità della collaborazione con il Festival allestendo sui giardini pensili veri salotti all’aria aperta, food corner con arredi colorati, confortevoli e sofisticati.

Specie rare e preziose sono le protagoniste della sfilata di abiti di Giulia Mondolfi, giovane designer fiorentina firma di Alberta Florence, che ha trovato nei viaggi botanici, nelle serre, nelle avventure naturalistiche dell’ottocento, l’ispirazione per la sua 'capsule collection'. Non manca l’omaggio alle 'signore della botanica', donne forti, indipendenti, eccentriche e curiose, determinate ad affermarsi in un mondo, quello dei giardini, tutto al maschile. A ispirare la collezione, infatti, è quella che è stata definita 'la più grande giardiniera vivente': Ellenn Wilmott, studiosa di rose e narcisi, icona di femminilità e femminismo, sostenitrice di numerose spedizioni alla scoperta di nuove specie.

Tanti poi i laboratori che aiutano i bambini, a iniziare questo affascinante viaggio al centro della natura. I piccoli cacciatori in erba, dai 4 ai 12 anni, saranno i protagonisti di un minifestival loro dedicato in cui esplorano, sperimentano, osservano, con l’aiuto di semi, terra, pennelli, foglie, spezie, alberi. Scoprire le strategie che le piante mettono in atto, all’apparenza senza muoversi, per sopravvivere, viaggiare e riprodursi. Imparare a fare un orto a portar via o le bombe di semi per rendere verdi le nostre città; a dipingere con la curcuma, le rape rosse, gli spinaci, le carote, il curry e la cioccolata; a riconoscere le erbe che crescono in un prato, gli alberi in un bosco; a costruire un erbario per conservare le piante.

Chi dice 'Sgaravatti' dice piante e semi fin dall’'800. Le immagini dei manifesti per pubblicizzare i loro prodotti, sono una storia sociologica ed estetica dell’Italia dal secolo scorso ai nostri giorni. Questa famiglia di pionieri del florovivaismo, che ha diffuso e fatto conoscere migliaia di varietà botaniche, è sinonimo di amore per le piante. Attraverso il racconto di Eugenio e Nicoletta Sgaravatti, i ricordi di famiglia e lo straordinario giardino di iris, entriamo nel mondo dei giardini segreti italiani.

'94 passi in giardino' è la nuova performance teatrale che Lorenza Zambon, nota attrice giardiniera, porta al pubblico del Festival. In sua compagnia si scoprono minuscoli varchi, punti magici in cui mondi compresenti e incomunicabili si toccano. Si incontrano esseri, si sfiora l’intelligenza delle piante e l’enorme potere dei lombrichi, si superano confini, si percorrono i passi che portano all’intimità con il luogo.

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