EUROPA LEAGUE

La Lazio si è buttata via sul più bello

Luigi Salomone

La Lazio si suicida nella terra di Mozart, aleggia il fantasma di Tenerife. Controlla il Salisburgo, passa in vantaggio con Immobile poi butta via una semifinale di Europa League subendo tre gol in quattro minuti: incredibile. Finisce 4-1 per gli austriaci, biancocelesti eliminati e devastati anche per il prosieguo di una stagione che diventa amarissima. Tutti sul banco degli imputati perché l’harakiri è arrivato inatteso quando la qualificazione sembrava non essere in bilico. Crollo fisico e mentale di un gruppo che forse più di questo non poteva fare. Inzaghi sceglie la Lazio dei titolarissimi, schiera addirittura sei diffidati su sette e lascia inizialmente in panchina l’eroe della gara dell’Olimpico, quel Felipe Anderson che aveva fatto saltare nel finale l’apparato difensivo del Salisburgo. Sull’altro fronte Rose si affida a Wang Hee Chan, assente per squalifica all’andata, e al cannoniere Dabbur. Proprio il coreano fa venire i brividi in avvio a Strokosha che si fa trovare pronto alla respinta, poi la Lazio controlla un primo tempo equilibrato e con pochi squilli. L’occasione migliore capita a Immobile su assist di tacco di Luis Alberto ma l’attaccante trova il piede di Walke a respingere un tiro a colpo sicuro. Tant’è, si va al riposo senza gol con gli austriaci poco pericolosi anche se molto presenti dentro alla partita. In sessanta secondi, intorno al 54’ prima Immobile trova il vantaggio (palla al bacio di Luis Alberto) poi Dabbur trova il pari immediato grazie alla solita distrazione difensiva: tutto da rifare. E arriva il crollo in quattro minuti con la Lazio che stacca la spina: tre gol con Haidara, Hwang e Leiner. Ora solo settantadue ore per preparare uno dei derby più importanti egli ultimi anni. Vale tantissimo la madre di tutte le partite e non solo per riscattare la sconfitta di novembre, c’è in palio un posto nella prossima Champions League che, con la nuova formula, sarà un vero e proprio campionato europeo per club. Ma dopo aver visto la prova di ieri c’è poco a stare allegri anche perché la botta è durissima.