Giovani Periferie - Cultura, recupero, reinserimento: l’università in carcere

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Esistono zone dell’esistere marginali sotto diversi significati, e il carcere è senza dubbio una di queste zone. In certo senso, i detenuti vivono in una periferia: isolati, lontani dal mondo, si muovono all’interno di un ecosistema altro, con le proprie regole e i propri codici. Eppure, allo stesso tempo, essi sono parte della società e lo saranno ancora di più una volta fuori dalla cella. Il progetto “Università in carcere” dell’ateneo romano di Tor Vergata, giunto al suo ventesimo anno, punta proprio a questo, attraverso l’organizzazione di percorsi di studi universitari all’interno degli istituti penitenziari. Percorsi pensati per fornire ai detenuti strumenti culturali e critici altrimenti inaccessibili al fine di poter immaginare un futuro diverso, anche nell’ottica di un reinserimento che si davvero efficace.  Ne abbiamo parlato con la professoressa Marina Formica, docente ordinaria di Storia Moderna presso l’Università di Tor Vergata e Delegata del Rettore per le attività universitarie presso gl’Istituti penitenziari, in qualità di ideatrice e coordinatrice proprio del progetto “Università in carcere”.