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Country Hack Fest, l'innovazione rurale parte dal Sannio

Davide Di Santo

Il 24 febbraio si è concluso,  il “Country Hack Fest”. Quattordici team per un totale di quaranta innovatori, sono giunti da tutta la campania e da altre due regioni nella splendida cornice del castello medievale di Guardia Sanframondi. Il progetto nato nel 2017 da un’idea di 2 ricercatori sanniti (Aaron Visaggio e Annachiara Palmieri) e dall’intesa tra Comune e Università del Sannio, ha l’obiettivo di stimolare  e raccogliere idee destinate ad innovare il mondo dell’agricoltura e a promuovere il territorio, per rendere le imprese e l’ambiente dell’area vinicola del Sannio in grado di rispondere alle sfide mondiali, attraendo investimenti, valorizzando i prodotti tipici, valorizzando turisticamente gli itinerari turistici dell’area e dell’intero Sannio, attraverso le idee e le innovazioni. Il Country Hack Fest si inserisce a pieno titolo tra gli eventi del progetto “Sannio Falanghina”, l’iniziativa che ricade nel programma “Città Europea del Vino 2019”. Vede il pieno coinvolgimento degli attori del territorio, i quali sono stati coinvolti per condividere i temi delle challenge, sui quali si sono confrontati i team durante i 3 giorni. Una tre giorni dedicata all’innovazione tra dibattiti, brain storming animati dalla “Fondazione Ampioraggio”per ragionare sui temi dello sviluppo sostenibile e all’innovazione nella ruralità. E’ stato il progetto presentato dalla “Followine” di San Cipriano d’Aversa (Caserta) ad aggiudicarsi il primo premio (1500 euro) del “Country Hack Fest 2019”. “La nostra – ha commentato Fabio Guida della Fallowine – è una società composta da giovani e da studenti universitari, alcuni dei quali studiano anche all’estero. Il nostro progetto si occupa della lotta alla contraffazione utilizzando un algoritmo di cui siamo proprietari e per la cui realizzazione abbiamo impiegato quattro anni di ricerca scientifica realizzata in 15 nazioni che vanno dagli Stati Uniti al Giappone, oltre che nei Paesi dell’Europa. Si tratta di un’applicazione allegata alla nostra infrastruttura che permette di rendere unica ogni bottiglia di vino, ovvero tramite questa applicazione si può conoscere in tempo reale quando e dove avviene l’illecito nella contraffazione”. “Con questa applicazione il produttore di vino – conclude Fabio Guida – potrà inoltre meglio conoscere anche il consumatore e viceversa, perché anche il consumatore potrà avere un canale diretto con il produttore ed il territorio stesso su cui avviene la produzione”. Un progetto che, dunque, risponde in pieno all’obiettivo di questa edizione 2019 del “Country Hack Fest” che – come ha spiegato alla vigilia il sindaco di Guardia, Floriano Panza – era quello di cercare soluzioni tecnologiche e organizzative per valorizzare il territorio dal punto di vista ambientale, migliorare le tecniche di produzione vinicole e agro-alimentari e promuovere l’area in modo efficace nel contesto venutosi a creare grazie al riconoscimento europeo ottenuto di Città del Vino 2019. Da segnalare, infine, che al secondo posto (premio di 1.000 euro) si è classificato la “ITST” di Bari con un progetto di interattività tra visitatori e personaggi del territorio adattato anche agli ipovedenti, mentre al terzo (premio di 500 euro) si è classificata la “Smart Fields” di Napoli con un progetto che consente l’esame puntuale del microclima e, conseguentemente, la riduzione dei trattamenti fitosanitari in agricoltura.