LA RICERCA

Addio al Galateo e al mangiar sano. Ecco la foto dell'italiano a tavola

Paolo Zappitelli

Lasciamo il cibo nel piatto, ci gettiamo in magnifiche - e golose - "scarpette", mettiamo troppo sale nel cibo. Modi sbagliati di nutrirsi ma soprattutto gesti che farebbero inorridire monsignor Della Casa, autore del celebre - e purtroppo dimenticato - Galateo. Un ricerca commissionata dal gruppo Nestlè ha provato a mettere a fuoco quanto gli italiani siano ancora maestri di bon ton a tavola. E soprattutto quanto queste regole di buona educazione si incrocino con i principi di una sana alimentazione. E il risultato è che più che esserci allontanati dalle buone maniere a tavola, abbiamo allontanato dalla nostra memoria i fondamenti di un’alimentazione sana ed equilibrata che, spesso, si nascondono dietro a precise norme di educazione.   Iniziamo dalla regola che impone di non lasciare avanzi di cibo nel piatto. Stando ai risultati della ricerca emerge che ben il 30% degli italiani non ritiene affatto che questo sia una dimostrazione di scortesia. Insomma non solo non siamo educati come pensiamo, ma abbiamo un concreto problema con le porzioni, spesso spropositate rispetto alla reale necessità.   D’altra parte, circa 1 italiano su 3 dichiara di ordinare tranquillamente porzioni "eccessive" quando si è a cena con ospiti. Non solo, quindi, viene ignorato il principio fondamentale dell’alimentazione sana ed equilibrata che chiede una quantità di cibo in relazione allo stile di vita, ma viene dimenticato anche un galateo più contemporaneo che depreca gli eccessi a favore di un maggiore rispetto verso l'ambiente che non ama gli sprechi. In questo caso dovrebbe essere reinventata una nuova regola di bon ton: no al piatto troppo pieno.  “La comunità scientifica - spiega il dottor Giuseppe Fatati, presidente della Fondazione Adi - è concorde nell’affermare che la sola vista dell’abbondanza di cibo nel piatto ne influenzi il desiderio di consumo, di conseguenza sarebbe meglio – sia per una questione di cortesia che per evitare inutili abbuffate -  concedersi delle porzioni moderate e, anche per un rispetto dell’ospitalità altrui accettarne un bis solo dopo aver terminato quello che si ha nel piatto piuttosto che rischiare di lasciare del cibo avanzato o alzarsi da tavola con la pancia troppo piena”.   La “scarpetta”, invece, proprio non si tocca. Quasi fosse una istituzione nel manuale non scritto dell’alimentazione dai 3 ai 100 anni. Maleducazione o no, il 30% degli italiani pur avanzando il cibo nel piatto non ci rinuncia. Dopo un buon piatto di pasta, ad esempio, raccogliere con del pane il condimento non fa che aggiungere ulteriori calorie ad un pasto già ampiamento completo.   Fra i comportamenti sondati da Nestlé c’è anche il "controverso" uso del sale a tavola. Secondo il galateo, infatti, può essere considerato una dimostrazione che il cibo offerto non sia apprezzato. Ma anche qui il 45% del campione intervistato è convinto che aggiungere il sale a tavola non sia un problema. In questo caso quindi ci riveliamo non solo scortesi ma anche poco informati sulle nuove raccomandazioni.   “Ridurre gradualmente la quantità di sale che si consuma non è difficile, il nostro palato si adatta facilmente, ed è quindi possibile rieducarlo a cibi meno salati - spiega ancora il dottor Giuseppe Fatati - Entro pochi mesi, o addirittura settimane, questi stessi cibi appariranno saporiti al punto giusto, mentre sembreranno troppo salati quelli conditi nel modo precedente”. Ma se il trend degli italiani è questo, quali regole di galateo riteniamo come imprescindibili a tavola? Ecco 3 azioni che amiamo compiere prima di sederci a mangiare: lavarci le mani per l’89%, augurare buon appetito per il 65% (ma non era stabilito che fosse maleducazione?) e bere un bicchiere d’acqua per il 34%. “Concentrerei l’attenzione soprattutto su questo ultimo punto - commenta ancora il presidente della Fondazione Adi - Non è vero che l’acqua vada bevuta al di fuori dei pasti. Al limite, se si eccede nella quantità si allungheranno di poco i tempi della digestione (per una diluizione dei succhi gastrici), ma un’adeguata quantità di acqua (non oltre i 600-700 ml) è utile per favorire i processi digestivi, perché migliora la consistenza degli alimenti ingeriti. L’acqua entra nella struttura di varie sostanze e agisce da solvente per la maggior parte dei nutrienti (minerali, vitamine idrosolubili, aminoacidi, glucosio, ecc.), svolgendo un ruolo essenziale nella digestione, nell’assorbimento, e nell’utilizzazione degli stessi nutrienti. L’acqua è anche il mezzo attraverso il quale l’organismo elimina le scorie metaboliche, ed è indispensabile per la regolazione della temperatura corporea”. Però in qualcosa ci salviamo. La ricerca rivela infatti che l’emblema delle buone maniere, per addirittura il 75% degli intervistati, è mangiare con la bocca chiusa, a cui seguirebbe l’abitudine di lasciare i cellulari lontani dalla tavola (64%) e spegnere la televisione durante il pranzo e la cena (46%).