Rosse italiane
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Circa 35 varietà principali di ciliegia in Italia, distinguendo però da visciole, marasche, amarene: le prime sono frutto del cosiddetto Ciliegio Dolce, più adatte come frutta, con concentrazione produttiva più alta in Puglia, Campania, Emilia-Romagna e Veneto; le altre dal Ciliegio Visciolo che dà frutti più acidi molto utilizzati per sciroppi, liquori e il vino alle Visciole. La ciliegia ha una grande protagonista fra le varietà presenti nel Lazio, la Ravenna della Sabina, fra i comuni di Palombara Sabina, Montelibretti, Montorio Romano Moricone, Nerola, in provincia di Roma. Si tratta di un’antica tradizione del territorio, tante le piante secolari: il diametro di questa ciliegia varia dai 15 ai 20 millimetri, raccolta da maggio a luglio, molto dolce al palato, gusto persistente, polpa fra il colore rosa e il vinoso. Rientra in celebrazioni locali, prima fra tutte la grande Sagra delle Cerase a Palombara Sabina, giunta all'ottantasettesima edizione, dalla seconda domenica di giugno, quest'anno dal 15 al 21, se confermato l'intervallo temporale. Appena prima la Sagra delle Cerase di Sant'Angelo Romano, cinquantatresima edizione: da oggi a domenica. Le sfumature di colore della ciliegia vanno dal pallidissimo rosso-bianco/giallo, a un nero rossastro. Varia la consistenza della polpa, il gusto, il diametro, la conformazione della fruttificazione sull'albero. Alto il contenuto di vitamine A e C, Potassio, Fosforo e quello di antocianine, antagoniste del cancro al colon, della gotta, antiossidante naturale, contrastano l'ossigeno molecolare e i radicali liberi proteggendo tessuti e cellule. Inoltre inibiscono l'enzima cicloossigenasi protagonista delle infiammazioni: in breve, hanno proprietà simili all'aspirina senza gli inconvenienti del farmaco. Produttori grandi e piccoli, la tendenza è quella della cura tradizionale, artigianale. Un esempio è l'Azienda Agricola Paoloni Angela, a Marcellina, che nei suoi terreni cura diverse di tipologie di frutta. «Tre le varietà di ciliegie nella nostra tenuta – racconta Angela – La Ferrovia, grande polposa, quasi croccante, peduncolo lungo, sapore molto ricco, capace di conservarsi più a lungo», originaria della zona di Bari. Nel primo terzo del XX secolo la prima pianta nacque vicino a un casello delle ferrovie Sud-Est alla periferia di Sammichele di Bari, da qui il nome dato alla varietà. «Poi la Vignola, grande qualità, molto dolce, proprietà organolettiche sviluppate – continua Angela Paoloni – Infine la Bigareau, più piccola, picciolo più corto. L'anno prossimo impianteremo 140 fra ciliegi varietà Stella e albicocchi».


