Da Nord a Sud un Giro d’Italia nei locali con orto e birra
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Dove c’è un orto c’è una birra. Va bene, il nesso non è così immediato né scontato, ma di certo la birra è uno degli alimenti che più di altri si lega all’idea dell’orto, con continui scambi di contaminazioni. Non è raro, infatti, vedere birrai alla ricerca di prodotti con cui «modificare» gli aromi delle proprie produzioni. E comunque alla base di queste due facce del made in Italy c’è la stessa passione, lo stesso desiderio di mettersi in proprio e creare qualcosa di unico. Un po’ la stessa cosa che accade da anni con il vino. Quella della birra artigianale è una «moda» più recente e, in fondo, è legata anche ad una certa cultura del bere che si è andata affermando nel tempo. E che spinge i consumatori a scegliere con maggiore consapevolezza ciò che è «buono». A questo punto si potrebbe aprire una discussione filosofica sul «buono». Ma noi preferiamo affidarci ad Assobirra che, in vista dell’estate, ha deciso di raccogliere in una guida, quasi per gioco, una selezione di locali esempi del binomio «birra & orto». Produzione propria di ortaggi e verdure, cantina decisamente fornita. Non solo, il gioco si spinge fino a ipotizzare anche abbinamenti tra i piatti in menù e le varie tipologie di birre (niente nomi ovviamenti). Il viaggio parte dal Nord, da La Credenza di San Maurizio Canavese (Torino), e si conclude a La Perla di Naso (Messina). In mezzo tante realtà più o meno conosciute che offrono una fotografia dettagliata di un mondo fin qui poco esplorato. In provincia di Roma spicca Iotto , una «trattoria moderna» che si trova a Campagnano . I proprietari possiedono un’intera azienda agricola ma, soprattutto, un orto, situato davanti alla loro abitazione, da cui provengono le verdure (su tutte cavolo nero e carciofo), ma anche frutta, che viene utilizzata pure per la realizzazione e vendita di confetture e dolci. Il consiglio è di provare il loro «fritto per due», che si trova tutto l’anno, con una birra leggera . Ah, non dimenticate di assaggiare il tiramisù alle pesche. Scendendo verso Sud eccoci all’ Agriturimo Polledrara di Paliano ( Frosinone ) che già dal nome svela la sua natura. I gestori, Francesca Litta e Vincenzo D’Amato, hanno riscoperto due prodotti dimenticati come la patata Vitellotta (a polpa viola) e il Fagiolo a Surricchio, vecchio fagiolo locale usato sia secco che fresco. Assaggiate le carni e dolci della casa accompagnati da una ale . Sull’isola di Ventotene spicca invece Il Giardino . Un vero e proprio tempio del gusto in una terra che dedica il 70% della sua superficie coltivabile alla lenticchia. A tavola il protagonista è ovviamente il pesce. Come testimoniano i paccheri al sugo di scorfano da mangiare sorseggiando una pilsner fredda . Passando all’Abruzzo ecco un trittico da leccarsi i baffi: Elodia a L’Aquila frazione Camarda , Taverna 58 a Pescara e Villa Maiella a Guardiagrele (Chieti). Suggerimenti in ordine: carne d’agnello accompagnata da una bock , baccalà con cipolla caramellata e patate e lager , spalla di agnello al ginepro con una strong ale . Un’ultima annotazione: la guida può essere scaricata dal sito www.birragustonaturale.it . Buon viaggio.


